Sicurezza
«Erano amici da tempo, non c’è mai stato altro tipo di interesse»
grosseto
«Questo è un processo interessante, contraddistinto da vaghezza e sensazionalismo che finiscono per influire sia sulla prova sia sulle richieste del pubblico ministero». Ha aperto così la sua discussione l’avvocato Alessandro Oneto, difensore di Cesare Ferreri, ex cancelliere del tribunale di Grosseto che, secondo gli investigatori, si sarebbe “asservito” nel suo ruolo ad Evans Capuano per seguire le pratiche che interessavano il commercialista.
L’accusa per Ferreri è quella di corruzione e per lui il pm ha chiesto una condanna a sette anni. «Ma non c’è nulla agli atti che possa far pensare a una corruzione», ha detto Oneto. «Ferreri era un punto di riferimento in tribunale», ha proseguito l’avvocato, ricordando poi che «Ferreri e Capuano erano amici da trent’anni, anche con le rispettive famiglie, come è già stato dimostrato».
Un rapporto tra il cancelliere e il presunto vertice del sistema insomma c’era, ma era una semplice amicizia. «Andavano a cena fuori e si sentivano anche più volte al giorno, ma questo avviene anche con il proprio migliore amico», dice il difensore. Secondo la Procura, però, quelle telefonate erano troppo spesso legate alle pratiche che si trovavano in tribunale e interessavano Capuano. «Non è emerso nessun segreto violato, i magistrati stessi hanno confermato che Ferreri non gli ha mai chiesto nulla – prosegue Oneto – Nella perquisizione a casa del mio assistito sono state trovate solo copie di atti che erano già stati notificati a Capuano. Anche i documenti su una esecuzione di sfratto (citati dal pm, ndr) sono arrivati a Ferreri dopo che Capuano sollevò dall’incarico il suo avvocato del tempo». Inoltre, sostiene Oneto, anche fosse corruzione, non ci sarebbe alcun compenso. La figlia assunta nello studio del commercialista si lega, secondo il difensore, ancora all’amicizia tra i due. «È arrivata quando Capuano ha assunto nuovo personale», ha ribadito il legale. Neanche l’auto che Capuano avrebbe concesso a Ferreri rientra nell’ottica di corruzione. «Ferreri comprava sempre auto usate da Capuano», ha detto Oneto. — A.F.
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