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Targa ai partigiani bruciata Si cerca l’auto dell’uomo Al vaglio i varchi della città
Grosseto. Si allarga ai filmati delle telecamere poste all’ingresso della città di Grosseto la ricerca dell’uomo di mezza età che intorno alle 3,30-3,45 del mattino di domenica 19 luglio ha appiccato il fuoco alla corona d’alloro per i partigiani a Porta Vecchia, danneggiando così anche la lapide.
La Digos, incaricata delle indagini, sarebbe alla ricerca di un’automobile sulla quale l’uomo si sarebbe allontanato dopo aver compiuto il vile gesto.
La telecamera del Comune, installata nel 2019 all’angolo interno di Porta Vecchia, a una decina di metri dalla lapide, lo ha ripreso l’altra notte mentre spruzzava qualcosa sulle foglie e le incendiava, ma non è riuscita a inquadrarlo in modo nitido in volto perché avvicinando l’inquadratura l’immagine si sgrana.
L’uomo, di robusta corporatura, alto circa un metro e settanta, con un po’ di pancetta, indossava la mascherina anti-Covid e anche questo rende più difficile la sua identificazione.
La Digos sta seguendo il suo percorso nel suo allontanamento da Porta Vecchia, con la speranza che l’uomo, una volta tolta la mascherina, sia passato vicino a qualche altra telecamera che lo abbia ripreso in volto. L’identificazione della sua auto, e della sua targa, potrebbe essere l’elemento decisivo per identificarlo.
Stamani, intanto, il presidente dell’Anpi provinciale, Flavio Agresti, presenterà in Procura una denuncia sull’accaduto. L’associazione, che nel 2014 fece installare la targa, insieme al Comune di Grosseto, è assistita dall’avvocato Carlo De Martis.
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