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follonica 

Falò abusivo sulla duna con legna messa a proteggerla

giulia sili
Falò abusivo sulla duna con legna messa a proteggerla

Ignoti hanno prelevato nella notte il materiale accatastato dopo i tagli  La zona è a rischio incendi Segnalazione ai carabinieri

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FOLLONICA. Il legname messo a protezione delle duna del Tony’s a Follonica è stato bruciato per fare un falò in spiaggia: a spegnere il fuoco ci ha pensato Marco Stefanini dell’associazione La Duna che ieri mattina intorno alle 8, durante una passeggiata, era andato a controllare lo stato delle piante.

Stefanini ha trovato il legname spostato dalla posizione originale, accatastato e bruciato. L’episodio sembra essere collegato a quanto sta avvenendo lungo il litorale dall’inizio dell’estate, con gruppi di ragazzi che scelgono la spiaggia per stare insieme fino a tarda notte bevendo e, sempre più spesso, danneggiando gli stabilimenti balneari e le torrette dei bagnini.

La spiaggia libera nota come ex Tony’s si caratterizza per essere un’area naturale protetta di particolare interesse naturistico, proprio grazie alle dune. Era stato il commissario Alessandro Tortorella all’inizio del suo mandato a far mettere quella protezione alla duna di Pratoranieri. Un intervento ecologico semplice e sostenibile a costo molto limitato che comunque fino ad oggi aveva impedito il depauperamento della duna e della sua vegetazione. L’intervento si era reso possibile utilizzando i fondi che l’amministrazione aveva, già a suo tempo, stanziato per questo problema.

Com’è noto, la mareggiata dello scorso giungo aveva compromesso alcuni tratti della spiaggia follonichese, proprio al termine della complessa fase di lockdown e in apertura della stagione balneare, e i tronchi lì posizionati sono stati importanti per la protezione di quel prezioso bene naturalistico.

«Suggerimmo noi di ricorrere al riutilizzo dei tronchi spiaggiati portati dal mare e da quelli derivanti da abbattimenti di pini nelle aree comunali a rischio» spiega Stefanini.

La segnalazione è stata fatta anche ai carabinieri forestali. Il rischio di incendi in quella zona è alto: la vegetazione è in gran parte secca e sono vicini i pini che costeggiano la strada.

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