Sicurezza
«Qui ubriaco non entri» E versa la bottiglia a terra
Antonio Degortes, proprietario della Capannina, gira un video fuori dal suo locale per dimostrare che molti giovanissimi arrivano già sbronzi sulle piste da ballo
Castiglione della Pescaia
Nell’estate più strana di sempre, ci si aspettava un turismo in cerca di grandi spazi e distanziamenti, e invece ci si ritrova a fare i conti con migliaia di ragazzi giovanissimi che – forse “caricati” dai tre mesi di isolamento forzato – mai come quest’anno sembrano avere la voglia di sballo. Tanto alcol, tanti “assembramenti”, risse continue e nessun rispetto di (quel che resta) delle regole anticontagio. La situazione è esplosa da fine giugno e nelle ultime settimane le forze dell’ordine hanno avviato un giro di vite severissimo, fatto di controlli a tappeto, denunce, segnalazioni. E di sanzioni, anche pesanti, nei confronti dei titolari e dei gestori di locali intorno ai quali questi ragazzi sovraeccitati si ritrovano in massa. Tanti i locali chiusi e multati. E su questo aspetto si è aperto un dibattito serrato: come possiamo, dicono in sostanza gli esercenti, controllare quel che fanno i ragazzi, che spesso si portano l’alcol da casa e lo consumano fuori dal locale? Di fronte a questa domanda uno dei più noti “gestori della notte” della Maremma, Antonio Degortes, ha deciso di scendere in campo per dimostrare cosa succede nelle notti della movida: filmando giovani all’esterno della sua Capannina, a Castiglione della Pescaia, facendoli parlare e poi mettendo tutto sul web e sui social.
«Tu ubriaco qui non entri – approccia un giovanissimo Degortes nel suo video – Ora vai a casa e non torni più: tanto qui, ubriaco, non entrerai mai». Cosa c’è in quella bottiglia di plastica?», approccia un altro giovanissimo. «Tonica» è la risposta. «Siamo sicuri?». E dopo poco si scopre che la tonica è miscelata con rum. Ah, è così? E allora Degoretes prende la bottiglia dalle mani del ragazzo e ne versa il contenuto a terra. Stesso trattamento lo riserva a una teenager che si abbracciava unna bottiglia di vetro dal contenuto molto alcolico.
Cerchiamo dunque di capire il perché Degortes abbia deciso di stoppare molti dei suoi potenziali clienti, riprendendo tutto in un video rilanciato poi sui social media da gazzettadisiena.it, diretta dal giornalista senese Alessandro Lorenzini, e di cui Degortes è uno degli editori. «Sono stanco di sentir dire che i ragazzi si ubriacano nei locali da ballo – sottolinea – Non è vero: arrivano in discoteca che sono già pieni di alcol». L’imprenditore ricorda inoltre gli sforzi compiti per rispettare le norme anti-contagio. «Abbiamo deciso che obbligatoriamente ci si deve iscrivere sul nostro sito web – sottolinea Degortes – E si deve lasciare nome e cognome per poter entrare. All’ingresso viene presa la temperatura e tutti devono indossare la mascherina. Il vocalist ogni 20 minuti ricorda di mantenere le distanze abbassando la musica per farsi sentire meglio. I problemi non sono dentro ma fuori». Degortes lancia poi un appello alle istituzioni: «La cronaca racconta di locali chiusi per gli assembramenti, come la discoteca Tartana e da collega dico che per noi è un disagio, che crea altri problemi, anche alle forze dell’ordine messe più sotto pressione». Degortes aggiunge: «Sono sicuro che serva un maggiore impegno delle istituzioni per fronteggiare questa stagione. È facile chiudere un bar, ma non credo sia la soluzione. La sera dopo gli assembramenti si ripetono, e vista la quantità di persone che si riversano sulla costa, sfido chiunque a far mantenere le distanze. Noi alla Capannina non abbasseremo la guardia, ma inutile nascondere che i problemi ci sono». —
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