Sicurezza
«Introdurre i lavori di pubblica utilità»
grosseto
Far sistemare la lapide ai partigiani ai responsabili del suo danneggiamento, una volta presi. Ed estendere questo tipo di sanzione a chiunque imbratti muri, abbandoni rifiuti, rompa le panchine; insomma, deturpi il patrimonio pubblico.
È la proposta dell’associazione Grosseto al centro secondo cui «la repressione non basta». L’associazione invita il Comune – e in particolare i consiglieri comunali – a cogliere l’occasione per adottare il lavoro di pubblica utilità tra le sanzioni da applicare per chi viola le disposizioni dei regolamenti del Comune di Grosseto, come già avviene in diversi comuni.
I responsabili sarebbero accompagnati da un tutore civico che, attraverso l’insegnamento della storia di ciò che è riportato nella lapide danneggiata, «e quindi della nostra Città e della Repubblica», potrebbe accompagnare gli autori in una riflessione riguardo al significato del gesto compiuto. «Il lavoro, la conoscenza e la riflessione renderebbero così quel provvedimento un’esperienza formativa per gli autori del danneggiamento», dice l’associazione attraverso il presidente, Matteo Della Negra.
Ma come? Il Comune potrebbe stipulare una convenzione per introdurre il lavoro di pubblica utilità con il Tribunale, che ne ha già attive con diversi Comuni ed enti della provincia. Una recente delibera di giunta la 161 del 15 giugno, ha approvato uno schema di convenzione per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. A questo punto andrebbe introdotto nel Regolamento di polizia urbana e nel Regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio comunale il lavoro di pubblica utilità. —
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