Toscana
I sei martiri uccisi nel ’44 dai soldati nazisti
grosseto
Grosseto è stato il primo capoluogo di provincia ad essere liberato dopo Roma. Una liberazione avvenuta nei pressi di Porta Vecchia.
Nella notte tra il 14 e il 15 giugno del 1944 alcune formazioni della Brigata garibaldina in città e occuparono le principali sedi istituzionali, come il municipio, la prefettura e la questura.
La mattina del 15 giugno liberarono il capoluogo dai fascisti, scontrandosi con una colonna di tedeschi che si ritirava verso nord e che voleva entrare in città, proprio da Porta Vecchia. Lo scontro costò la vita a sei uomini: Elvio Palazzoli, Renato Ginanneschi, Paolo Santucci e Luigi Falciani di Grosseto, e ad Agostino Sergenti di Sinalunga e Giuseppe Cennini di Pomarance, tutti uccisi dai soldati tedeschi. Il giorno dopo, il 16 giugno, le truppe alleate entrarono nel capoluogo già liberato.
Il 14 giugno 2014 a Porta Vecchia è stata apposta la lapide sulla parete di fronte a quella che già ricorda la difesa eroica della città dall’assedio di Ludovico Il Bavaro nel 1328. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
