Gioco
Dalla politica si leva una condanna unanime Rossi: «Serve ricordare»
GROSSETO
Condanna e indignazione. L’oltraggio alla lapide dei sei partigiani solleva un coro di reazioni.
Per il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è «un oltraggio alla memoria di chi si è battuto per garantire a tutti noi la libertà di cui godiamo. La condanna non può che essere ferma e mi auguro che le forze dell’ordine possa velocemente individuare gli autori di un atto assolutamente esecrabile. Per tanti motivi la memoria delle stragi e delle tragedie portate dal nazifascismo in Italia tende ad affievolirsi e a deformarsi. Bisogna allora fare ogni sforzo perché quello che è successo dal 1943 al 1945 non sia dimenticato. Serve una memoria viva e partecipata di quei fatti e di quei luoghi dove sono nate la nostra Costituzione e la nostra Repubblica».
«Un atto vigliacco, violento e volutamente provocatorio che non possiamo derubricare ad atto di vandalismo – dice il segretario del Pd di Grosseto Leonardo Culicchi –. Spaccare e dividere sono gli anelli di una catena che ci tengono prigionieri all’immobilismo e alla crisi economica. Cose del genere non erano mai accadute a Grosseto ed è inutile mettere mille telecamere o istituire assessorati alla sicurezza se poi le stesse istituzioni non mettono in pratica ogni azione per unire invece di lavorare per dividere. Mi aspetto adesso che questa targa bruciata sia esposta nell’ufficio del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna insieme alla statuina della Madonna», prosegue Culicchi riferendosi alla statua di una Madonnina che nei giorni scorsi è stata vilipesa e che il sindaco ha poi portato nel suo ufficio «per metterla al sicuro», ha detto. «Ed entrambi i simboli sotto la lavagna dei fratelli Matteini, così che ogni mattina il sindaco, e ogni primo cittadino che lo seguirà, dovranno ricordarsi della missione che gli elettori gli hanno affidato: unire, crescere, prosperare».
Anche Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale e candidato governatore della Toscana per il centrosinistra, ha parole di condanna: «Gesto ignobile che offende la civiltà della Toscana libera e terra di diritti. Ancora una volta non dobbiamo abbassare la guardia e non smettere di ribadire che la Toscana è antifascista».
Biasimo anche dalla candidata alla presidenza della Regione per il centrodestra, Susanna Ceccardi: «La memoria di chi ha perso la vita in difesa della libertà va onorata e rispettata, non oltraggiata con gesti ignobili e incivili che non appartengono alla cultura Toscana».
Su quello che definisce «l’atto vandalico, consumato di notte e di nascosto come da ignobile tradizione fascista» il Pci si rivolge al sindaco Vivarelli Colonna: «La condanna pura e semplice di questi atti estremi non basta se non è accompagnata da comportamenti coerenti di dissociazione da ogni forma di celebrazione, difesa o comunque sostegno del fascismo. Non basta dichiararsi agnostici in materia (così si definì Vivarelli Colonna nell’aprile del 2018 chiamato a rispondere sulla proposta di intitolare una via della città a Giorgio Almirante) né è ammissibile far finta di niente di fronte a ritrovi celebrativi della marcia su Roma o, ancor peggio, accettare in maggioranza forze o persone dichiaratamente fasciste. Quindi sindaco approfitti dell’occasione e ponga fine alle ambiguità chiarendo una volta per tutte il suo pensiero e quello della sua maggioranza sul fascismo. Lei ha giurato sulla Costituzione antifascista della Repubblica italiana e non sul Vangelo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
