Il Tirreno

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Miasmi in campagna Sindaco promette di rivedere l’ordinanza

Ivana Agostini

Dopo le proteste per i puzzi da compost, Morini ha imposto  limitazioni agli spargimenti. Ma gli agricoltori protestano

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Ivana Agostini / manciano

Un’ordinanza contingibile e urgente per disciplinare lo spandimento dei concimi nei campi di Manciano. Il paese, nelle scorse settimane, ha vissuto giornate in cui non era possibile aprire le finestre né stare all’aria aperta. Alcuni residenti, a causa dei miasmi, hanno avuto difficoltà anche a dormire. Per giorni a Manciano si sono chiesti cosa fosse a emanare un odore tanto forte e sgradevole.

All’inizio il pensiero è andato al depuratore ma poi il suo funzionamento è risultato nella norma. Il telefono del sindaco Mirco Morini era però bollente. Tutti a chiedere spiegazioni su quello che stava succedendo. Per svelare il mistero sono arrivati a Manciano anche i carabinieri forestali.

A provocare i miasmi sono stati rifiuti organici compostati e disidratati, usati in agricoltura come ammendante. Una pratica regolare, ma non senza fastidi olfattivi. Il sindaco, davanti alle innumerevoli proteste, il 7 luglio si è visto costretto a firmare un’ordinanza sulle modalità di spargimento che però ha fatto storcere il naso – stavolta in senso figurato – a molti allevatori del territorio che nei campi buttano lo stallatico.

L’ordinanza prevede orari e modalità di interramento dei concimi proprio per evitare i miasmi. Modalità che però mal si conciliano con le attività degli allevatori, con le loro esigenze e con il tipo di concime che spargono.

Per questo, dopo essersi confrontato anche con alcuni di loro e con le associazioni di categoria ha deciso di aggiustare il tiro. E si prepara a modificare l’ordinanza.

«L’ordinanza è stata necessaria per regolare le modalità di spandimento dei concimi, liquami, deiezioni zootecniche e biodigestati, in modo da tamponare un’emergenza che si era venuta a creare i primi giorni di luglio – precisa Morini –. La prossima settimana sarà istituito un tavolo con le associazioni di categoria del comparto agricolo e sarà l’occasione per poter modificare il testo, per consentire la tutela dell’igiene e la salute pubblica ma al contempo dotare le imprese agricole e zootecniche del territorio di uno strumento».

A chiedere che l’ordinanza venga ritirata è invece il Pd di Manciano perché «rischia di creare un grande danno all’intero comparto zootecnico – dice il Pd – e non tiene conto delle esigenze di uno dei settori produttivi più importanti del nostro territorio. Il Comune di Manciano ha radici profonde nella cultura e tradizione contadina e deve garantire al settore agricolo di essere sostenuto e supportato attraverso azioni congiunte con le associazioni di categoria e non contrastato con ordinanze spot. I numerosi operatori del settore rappresentano i guardiani del nostro paesaggio che permettono di custodire il territorio affinché sia meta ambita per i numerosi turisti e amanti della natura che ogni anno frequentano il comune di Manciano». —



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