Sicurezza
Incendiata la corona per i partigiani, danni alla lapide e alle Mura
Grosseto: ignobile e pericoloso gesto nella notte a Porta Vecchia, sul posto le forze dell'ordine. Indagini in corsa: sulla zona punta una telecamera di sicurezza. L'appello di sindaco e Anpi: "Portiamo tutti un fiore sotto la lapide"
GROSSETO. Nella notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio ignoti hanno appiccato il fuoco alla corona d'alloro posta lo scorso 25 aprile sotto la lapide, a Porta Vecchia, ai sei partigiani caduti per la liberazione di Grosseto dal fascismo. Le fiamme hanno raggiunto anche la lapide e ne hanno annerito la parte in basso a sinistra. Anche un pezzo del muro, parte del complesso delle Mura medicee di Grosseto, è andato a fuoco.
La segnalazione alle forze dell'ordine è arrivata alle 3,45. Sono intervenuti carabinieri e polizia. Da capire se si sia trattato di un'ignobile azione di violenza a sfondo politico o di un altrettanto stupido atto vandalico, magari legato agli effetti alcolici della "movida": in ogni caso un gesto gravissimo che ha danneggiato il patrimonio storico di Grosseto e che avrebbe potuto mettere in pericolo l'incolumità delle persone.
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Sin dalle prime ore del mattino tantissime le reazioni sdegnate sui social network. Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il presidente dell'Anpi, Flavio Agresti, invitano tutti i grossetani a portare un fiore sotto la lapide "in segno di rispetto per i partigiani, di condivisione dei valori e di condanna di questo inaccettabile gesto", scrive Vivarelli Colonna sulla sua pagina Facebook.
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"L'atto compiuto da ignoti - scrive il sindaco - che nella notte a Porta Vecchia hanno dato alle fiamme la lapide in memoria dei partigiani è un gesto deplorevole e vile, che tutti noi condanniamo. Faremo tutto il possibile per individuare e punire gli autori di questo atto inqualificabile, anche esaminando le immagini riprese nella notte dal sistema di videosorveglianza del Comune di Grosseto".
Anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è intervenuto: "Un gesto - commenta Rossi - che offende: un oltraggio alla memoria di chi si è battuto per garantire a tutti noi la libertà di cui godiamo. La condanna non può che essere ferma e mi auguro che le forze dell'ordine possa velocemente individuare gli autori di un atto assolutamente esecrabile. Per tanti motivi la memoria delle stragi e delle tragedie portate dal nazifascismo in Italia tende ad affievolirsi e a deformarsi. Bisogna allora fare ogni sforzo perchè quello che è successo dal 1943 al 1945 non sia dimenticato".
La Toscana conta 822 episodi censiti di stragi naziste e fasciste. "Serve - conclude il presidente Rossi - una memoria viva e partecipata di quei fatti e di quei luoghi dove sono nate la nostra Costituzione e la nostra Repubblica".
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