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Il Pd azzera i vertici con l’obiettivo di finire con Marchi la consiliatura

f.f.

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Il Partito democratico azzera i propri vertici a Scansano e prova a voltare pagina.

Lo annuncia in una nota il segretario provinciale Giacomo Termine dopo il terremoto in consiglio comunale, con le dimissioni della consigliera Elisabetta Tollapi e l’uscita dalla maggioranza di Pasquale Quitadamo e Andrea Aniceti, tutti e tre ex Pd e tutti e tre molto critici verso il loro ex partito.

Il 15 luglio si è tenuta a Scansano l’assemblea degli iscritti dalla quale, dice Termine, «è emersa forte la volontà di rilanciare il ruolo del partito locale in termini di proposta politica, progettualità e azioni. Per questo, in quella sede, è stato deciso di rinnovare completamente il gruppo dirigente azzerando gli organismi in carica, a partire dal segretario comunale, Gianluca Mazzuoli, che ringrazio per il lavoro sin qui svolto e per la serietà con cui ha accompagnato il partito in questa nuova fase».

Tiene a sottolineare Termine che l’uscita dalla maggioranza di Quitadamo e Aniceti è stata «fatta senza passare da una discussione all’interno del partito». E invece «dal confronto che avverrà nei prossimi giorni, con il coinvolgimento di tutti gli iscritti, nascerà il nuovo gruppo dirigente».

L’obiettivo? «Il Pd vuole arrivare alla fine della consiliatura del sindaco Francesco Marchi confrontandosi sul merito – dice Termine – non certo tramite accordi per avere posizioni dentro l’amministrazione o fare da stampella al sindaco in base alle convenienze del momento, come fanno i consiglieri di opposizione Chelli e Pietrucci».

Termine usa l’espressione “stampella al sindaco” non a caso. Per prima era stata Elisabetta Tollapi a definire l’opposizione, sia di destra che di sinistra, una «stampella dell’amministrazione». Il capogruppo di minoranza Aldo Chelli aveva a quel punto rinviato l’accusa al mittente: «Non siamo la stampella di nessuno – ha risposto a Tollapi – Quando abbiamo votato con la maggioranza lo abbiamo fatto quando le proposte ci hanno convinto e andavano a beneficio del territorio».

Di contributo inesistente da parte del Pd ha invece parlato il sindaco Marchi nei giorni più bollenti della polemica. Il Pd provinciale, dal canto suo, ha da subito dichiarato di voler evitare il commissariamento. E oggi ribadisce la disponibilità a far parte dell’amministrazione Marchi.

«Noi – conclude il segretario Termine – vogliamo un confronto solo ed esclusivamente parlando delle problematiche di Scansano e degli impegni programmatici presi dal Pd con i cittadini scansanesi». — f.f.

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