Sicurezza
Abusi per gli immobili a Pescia Fiorentina Sequestro confermato
Le foto aeree lasciano aperta l’ipotesi di reato contestata a Settimio Bianciardi indagato in qualità di direttore dei lavori
capalbio
Il Tribunale del riesame ha confermato il sequestro preventivo dei due fabbricati in costruzione a Pescia Fiorentina, per i quali la Procura ritiene sussistente l’ipotesi di un abuso edilizio. Un fascicolo che vede indagati l’attuale sindaco Settimio Bianciardi, ma in qualità di libero professionista, geometra direttore dei lavori, e il committente Luca Antonio Peviani, per la proprietà Fondo Italia Real Estate gestito dalla P&G Sgr spa.
Il provvedimento del gip è stato confermato anche sulla base dei riscontri forniti dalle fotografie aeree che hanno costituito la base degli accertamenti del nucleo di polizia municipale della Procura. Rilevano i giudici del collegio presieduto da Giovanni Puliatti (Andrea Stramenga relatore, Marco Bilisari) che la documentazione fornita è idonea a sostenere un giudizio di verosimile sussistenza degli abusi contestati. La polizia giudiziaria ha estratto dal sito della Regione vari scatti aerei della località in cui sono in costruzione i due edifici e li ha confrontati «con i periodi dichiarati nelle nove pratiche edilizie presentate nell’arco di quasi 15 anni dai proprietari-committenti succedutisi nel tempo e dal tecnico, rimasto invece sempre lo stesso (geometra Bianciardi)». E che la data indicata come inizio lavori del primo permesso per costruire, 30 marzo 2005, «non corrisponde al vero, dal momento che nelle fotografie relative al 2007 si vedono ancora presenti sul posto le opere (il fienile e la stalla) che dovevano essere demolite per far posto alle nuove costruzioni e che invece risultano scomparse soltanto nell’anno 2010, come mostrato dai rilievi aerofotogrammetrici di quell’anno».
Ci sono poi due permessi di costruire rilasciati nel 2011 per i quali l’inizio dei lavori doveva avvenire entro il 1° dicembre 2012: quel sito, invece, sarebbe rimasto «completamente sgombro da opere fino all’estate del 2013, mentre la presenza di una qualche opera, consistente in una sorta di platea di sedime, è ravvisabile soltanto a partire dall’anno 2016». Anche i documenti reperiti all’ex Genio civile «paiono confermare che le nuove costruzioni non esistevano prima del marzo 2013».
La questione della non decadenza dei titoli è stata sostenuta in sede di riesame, appunto, dai difensori di Peviani e Bianciardi, rispettivamente Alessandro Antichi e Fabiana Di Vincenzo, perché ogni nuovo atto o provvedimento avrebbe prorogato o sostituito quello precedente. Ma secondo i giudici, queste considerazioni non tengono conto che il Comune, nella comunicazione inviata il 26 febbraio 2018 alla P&G aveva ribadito che i permessi di costruire in variante del 2014 non avevano carattere novativo; e quindi la proroga del cosiddetto “decreto del fare”, se applicabile, sarebbe intervenuta quando i permessi rilasciati nel 2011«erano diventati inefficaci per decadenza del termine di inizio lavori, da individuarsi nel 2 dicembre 2012». Non significative sono state ritenute le foto aeree fornite da Bianciardi, perché «non evidenziano una situazione dei luoghi contraria a quella che emerge dall’analisi delle foto aeree». E comunque, il contraddittorio tecnico tra i risultati delle foto appartiene, notano i giudici del riesame, al momento di un giudizio di cognizione e non a questo. Idem per la buona fede dell’acquirente Peviani, la cui società era subentrata anni dopo la decadenza dei titoli edilizi. I giudici notano infine che l’istanza di Bianciardi contiene un profilo di inammissibilità avendo lui «chiesto di revocare un sequestro di un immobile di proprietà di terzi e rispetto al quale egli stesso assume di non aver più alcuna relazione». — pierluigi sposato
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