Sicurezza
Pd e M5s, prove di coalizione Incontro tra vertici e consiglieri
Culicchi: «Vogliamo mettere ognuno le proprie peculiarità a beneficio della città» Gori: «C’è convergenza, ma è tutto da verificare. Da soli non abbiamo possibilità»
Francesca Ferri / GROSSETO
A meno di un anno dalle elezioni per il nuovo sindaco di Grosseto, il Movimento 5 stelle – che fu ago della bilancia nella vittoria dell’attuale amministrazione Vivarelli Colonna di centrodestra, salvo esser sbattuto fuori dopo poco – giovedì sera ha incontrato i vertici del Pd nella sede di quest’ultimo in via Svizzera. Un incontro che il segretario grossetano dem, Leonardo Culicchi, al Tirreno definisce «una serata di ascolto» in funzione di un’eventuale coalizione.
Inutile chiedere da chi sia partito l’invito. No comment sia da Culicchi sia da Giacomo Gori, leader pentastellato maremmano e già due volte candidato sindaco. Chiare, invece, le ragioni dell’incontro.
«Siamo tutti consapevoli che la città non può esser amministrata in modo ordinario – spiega il segretario pd Culicchi –; serve un cambiamento e non lo puoi fare se non inventando un modo alternativo. Il Pd da tempo sta dicendo di voler essere motore di spinta per trovare una risposta per la città. La città va cambiata e quello che vogliamo è intraprendere un percorso per cambiarla».
Come? «Attivare una coalizione per mettere in comune ciascuno le proprie peculiarità, anche le proprie differenze, a beneficio della città – prosegue Culicchi –. E su questi temi ci siamo trovati con il Movimento 5 stelle. Ma cerchiamo di parlare anche ad altre forze dell’opposizione, alla sinistra e a Italia Viva». Conferma Gori: «Noi, rispetto ad altre parti d’Italia, come facemmo anche nel 2016 guardiamo al pragmatismo delle nostre azioni e alla capacità di incidere. Non sono tanto il colore, il trascorso o le dicotomie, ma la possibilità concreta di realizzare il maggior numero di punti della nostra visione di Grosseto».
Una strategia che nel 2016 applicò lo stesso Gori: sfumata la possibilità di guadagnarsi il ballottaggio, invitò apertamente il proprio elettorato – 20% – a votare Vivarelli Colonna contro il candidato pd Lorenzo Mascagni. L’accordo naufragò di lì a pochi mesi e in maniera non indolore (vedi articolo a destra) e da allora i consiglieri pentastellati siedono all’opposizione.
Proprio dagli scranni comunali – dicono Culicchi e Gori – è iniziato l’avvicinamento: una certa sintonia su alcuni temi (dall’ambiente all’urbanistica) e un avversario comune, il centrodestra. Ma anche una lucida presa d’atto, che Gori spiega senza giri di parole: «L’altra volta il M5s ha avuto un risultato importante. Stavolta senza una coalizione il Movimento non potrà mai vincere. L’unica possibilità che abbiamo è una coalizione». Termine che per l’ex partito del “mai alleati con nessuno”, già al governo con la Lega e oggi con il Pd, ormai non è più tabù.
Di certo, l’avvicinamento al Pd appare almeno come un piano “B” rispetto ai progetti iniziali del Movimento che solo sei mesi fa lanciò l’invito a una coalizione civica. Idea poi tramontata «perché non c’è stata risposta degna di nota», spiega Gori.
Da qui, l’incontro del 16 luglio. «Il ruolo di opposizione ti avvicina, ma la vicinanza è davvero reale su certi temi – dice Gori –. Abbiamo messo da parte le questioni partitiche e ora parliamo senza retorica. Le prospettive sono confortanti». All’incontro erano presenti, per il Pd, consiglieri comunali, rappresentanti dei circoli, delle segreterie e delle unioni comunali; per il M5s i consiglieri comunali e gli attivisti. In tutto circa venti persone.
Nessun accenno a eventuali punti di contatto che potrebbero formare le basi di un programma comune. «Sicuramente c’è una convergenza, ma sarà tutto da verificare. Le cose potrebbero essere molto positive o molto complicate. Vedremo», dice Gori. «Alcuni loro spunti ci piacciono. Adesso dovremo riportare questo passaggio in unione comunale per continuare il percorso. Il lavoro è tutto da fare ma abbiamo piantato un seme di cambiamento», chiude Culicchi. —
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