Il Tirreno

Grosseto

Ma che accadrebbe se ognuno piantasse simboli dove gli pare?

Massimiliano Frascino

Icone religiose prese a pretesto per altro e miscuglio di sacro e profano Massimiliano Frascino invita a riflettere sui vari aspetti della vicenda 

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l’intervento

Cosa dire? Il più saggio e laico, ma non è una novità, è stato il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni. Uomo di chiesa calato nella contemporaneità, che fa tanta simpatia anche per la disinvoltura con cui edifica consonanze con tanti miscredenti, come il sottoscritto.

L’attentato più pericoloso alla madonnina, peraltro, lo porterà il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, se darà seguito all’intento di ricollocarla «in un terreno pubblico» per «accoglierla come merita». Per ciò stesso ne farà il bersaglio ideale di ulteriori lazzi. O tuttalpiù il feticcio ideologizzato di qualche “sentinello della cristianità”, ché di questi tempi non è difficile trovare una milizia della morale.

Al di là di tutto, questa storia non meriterebbe troppa considerazione se non fosse emblematica dello spirito, oscurantista, dei tempi. Nei quali la religione e i suoi simboli sono presi a pretesto per altro. Perché se c’è una cosa chiara come il sole, è che l’errore più imperdonabile sta nella politicizzazione di una statuetta della madonna. Peraltro, questo epifenomeno di provincia trae “legittimità” dall’errore primigenio di chi ha brandito la bibbia e invocato «il cuore immacolato di Maria» come totem di appartenenza di partito. Mischiando il sacro col profano. Meglio calare una cortina di pietoso silenzio, dunque.

Rimane da dare un giudizio sulla posa in opera estemporanea di un’edicola mariana troppo kitsch per essere anche lontanamente paragonata a un odierno Della Robbia. E sulla provocazione warholiana, da pop art, del boa viola al collo.

Nel primo caso, il gesto potrebbe essere derubricato a esibizionismo prepositurale di chi s’è aggirato a collocare il simil-obelisco mariano. Forse nell’intento di legittimare la propria giurisdizione ecclesiale sul quartiere dell’Oliveto? A proposito. E se da domani ognuno si dedicasse all’insediamento a casaccio dei propri simboli religiosi in ogni angolo della città? Dalle chiese protestanti alle confessioni dell’Islam, passando per Testimoni di Geova, Ebrei, Animisti, Buddisti, Shintoisti. Compresi Pastafariani e Satanisti, ché siamo in Democrazia? Sicuri ci sarebbe tanta ostentata comprensione? Considerati fuoco e fiamme che anni fa si levarono contro l’ipotesi legittima di realizzare una moschea nell’ex cinema Marraccini.

Infine il boa avvolto al collo della statuetta. Il frescone che ha avuto l’intuizione suscita simpatia. Perché l’ironia e la satira si nutrono di provocazioni dalla notte dei tempi. E da sempre la dissacrazione non risparmia niente e nessuno. Ma soprattutto suscita simpatia perché quel gesto – è evidente a tutti fuorché a chi ha altri obiettivi – non aveva alcun intento antireligioso né anticristiano, se non quello di mettere in ridicolo la pretesa autogratificante d’insediare tabernacoli postmoderni, oltretutto brutti come il peccato. Tutto qui. Mi sbaglierò, ma quella che s’è divertita più di tutti dev’essere stata la statuetta. Che Maria, a sentire il vescovo, è in tutt’altre faccende affaccendata. –

Massimiliano Frascino



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