Gioco
Nuovo attacco dei predatori all’azienda la Mota
L’allevatore Beppe Catocci ha subito altre perdite al suo gregge, in pieno giorno attorno alle 18 Appello a politici e istituzioni
grosseto
Proseguono gli attacchi dei predatori negli allevamenti ovini maremmani.
Beppe Catocci dell’azienda la Mota, vicinissima a Grosseto, ha subito un altro attacco predatorio a carico del suo gregge. Questa volta a essere state completamente divorate dai “lupi” sono state due pecore.
«In pieno giorno, attorno alle 18 di mercoledì – racconta disperato Catocci – ho visto una lupa con sei cuccioli che si insinuava nel gregge che pascolava vicino a casa. Mi sono precipitato nel campo, ma il branco ha fatto in tempo a portarsi via brandelli di due pecore. È un problema serio, questo, incalza – che ormai più nessuno ascolta. Né le istituzioni, né le associazioni. I predatori scorrazzano indisturbati e nessuno denuncia più gli attacchi. Sia per gli alti costi degli smaltimenti delle carcasse sia per l’assenza di rimborsi. Siamo Abbandonati al nostro destino».
Catocci ribadisce: «Questa non è vita ormai. Non dormiamo più, non mangiamo più tutti insieme in famiglia perché dobbiamo guardare le pecore. Giorno e notte. L’azienda perde i pezzi a causa delle predazioni, le terre restano incolte, infestate da animali selvatici di ogni genere. Mi rivolgo a tutti i partiti dell’arco costituzionale, perché siamo tutti coinvolti» nella risoluzione di questo problema.
Beppe, stavolta, ha visto da vicino anche i predatori: «Ma perché qualcuno non si prende la briga di ordinare le catture? Ormai tutto è finito nel dimenticatoio. Io sono vecchio, ormai e fra poco chiuderò bottega. Ma anche se i giovani volessero intraprendere questo mestiere, dove lo trovano il coraggio di farlo? Senza sostegni, senza aiuto, senza speranze per il futuro». –
fiora bonelli
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