Lutto
Si comprarono le mascherine, l’Asl ora rimborsa i medici
Quando scoppiò l’emergenza coronavirus, i dispositivi erano introvabili Parlano i dottori: «Vogliamo ringraziare l’azienda, non è un atto scontato»
grosseto
La determinazione sarà pubblicata tra oggi e domani ma la notizia che l’Asl Toscana Sud Est ha deciso di rimborsare ai medici i soldi spesi per acquistare le mascherine durante l’emergenza Covid non è rimasta un segreto, tra le corsie dell’ospedale.
Dove i dottori di alcuni reparti si organizzarono, raccolsero i soldi e si fecero spedire i dispositivi di protezione individuali indispensabili per la lotta al coronavirus. Erano in prima linea, ma si sono ritrovati come soldati senza l’armatura indispensabile per ingaggiare battaglia.
Ora, con la determinazione numero 1447, ai medici verranno rimborsati 2050 euro, i soldi spesi per acquistare le FFP2.
I medici che fecero quell’ordine e che hanno saputo del rimborso, ringraziano la loro azienda. «Abbiamo saputo che è stata presa questa decisione - dicono - e siamo contenti. Non era un atto scontato quello fatto dall’Asl nei nostri confronti, dobbiamo ringraziare tutte quelle persone che hanno fatto sì che questa decisione fosse presa».
I reparti che ebbero bisogno di correre al riparo subito, furono, tra gli altri, il pronto soccorso, la rianimazione, le malattie infettive, la centrale operativa del 118, la radiologia.
Undici medici organizzarono una colletta e ordinarono una fornitura di mascherine Ffp2 direttamente ad un’azienda cinese.
Era stata la stessa Asl, vista la diffusione dell’epidemia, a dare la possibilità di approvvigionamenti dei dispositivi di protezione individuale anche al di fuori dei normali canali.
Quello individuato dai medici, rientrava in questa categoria.
E così fecero: i dottori raccolsero la cifra necessaria, più di duemila euro, poi ordinarono all’azienda cinese Zhongshan Saifute Labor Protective Articles & Co. 1500 mascherine che si erano poi suddivisi a seconda delle necessità.
Mascherine che, nonostante qualche difficoltà alla dogana, erano fortunatamente arrivate a Grosseto, garantendo così la giusta protezione dei sanitari nei giorni di picco della pandemia in Maremma.
Ora la loro soddisfazione riguarda proprio il riconoscimento da parte dell’Asl, non soltanto del lavoro fatto giornalmente ma anche della loro iniziativa, che era servita proprio a permettere ai medici di restare in prima linea. —
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