Sicurezza
La Iena Mancineschi imputato in due processi nella stessa mattinata
Grosseto
Doppio fronte ieri in Tribunale per Lorenzo Mancineschi, impegnato in due udienze da imputato una dopo l’altra, di fronte a giudici diversi.
L’imputato (che tiene a specificare, in merito all’articolo dell’assoluzione riportato nell’edizione di ieri, che «la Iena è solamente una, cioè Lorenzo Mancineschi») ha prima affrontato un processo per stalking e diffamazione davanti al giudice Marco Bilisari e poi è corso al terzo piano per farsi interrogare davanti al giudice Andrea Stramenga in un processo per diffamazione.
Due procedimenti diversi. Il primo risalente al 2017 riguarda l’attività ritenuta persecutoria dalla Procura verso vari soggetti, tra cui due educatrici di un asilo all’epoca sotto inchiesta perché sospettate di maltrattamenti: anche in questo caso era coinvolto il profilo Facebook “Le Iene Maremmane”. Hanno testimoniato il medico della maestra, che ha parlato dello stato di ansia di allora della sua paziente, una delle testimoni di un episodio avvenuto in un prossimità di un locale pubblico e per il quale erano stati chiamati i carabinieri e infine una grossetana che aveva sporto querela perché si era ritenuta diffamata da un video in diretta, dove erano contenute indicazioni sull’alloggio popolare in cui viveva e vive e dove Mancineschi, secondo l’accusa, lasciava capire che servivano accertamenti sulle modalità di assegnazione degli alloggi popolari. Il giudice ha rinviato a ottobre la prosecuzione del dibattimento, saranno sentiti altri testimoni dell’accusa. In questo procedimento è imputato con Susanna Efisietta Gorgone.
Poi è stata la volta del processo per diffamazione nei confronti dell’ex comandante della polizia municipale, Felice Carullo (2016). Quattro i video contestati dalla Procura. Mancineschi ha dato spiegazioni su quanto avvenuto all’interno del comando e perché aveva detto che gli erano state messe le mani addosso, spintoni compresi. Un episodio al termine del quale era andato al pronto soccorso: aveva lamentato un trauma da percosse, per un dolore alla rotula.
Al pm onorario Alessandro Bonasera, che gli ha chiesto se è un giornalista, Mancineschi ha risposto per due volte di essere un inviato. Poi è stata la volta del coimputato Simone Signori, che ha confermato la versione del coimputato e ha spiegato di aver effettuato le riprese sotto disposizioni di Mancineschi. Il quale, ha detto, è stato spinto giù per le scale del comando della municipale, con diverse spinte. Istruttoria terminata: ma per la sentenza bisognerà aspettare il prossimo anno. — P.S.
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