Il Tirreno

Grosseto

la canzone della discordia 

Assoartisti dalla parte dei Diane «La satira non fa male a nessuno»

Michele Nannini
Assoartisti dalla parte dei Diane «La satira non fa male a nessuno»

Il gruppo follonichese è riuscito a fare parlare di sé in un momento davvero difficile per tutti i musicisti

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FOLLONICA

Per loro è una semplice canzone goliardica, fra l’altro non la considerano nemmeno il loro miglior prodotto a livello artistico e musicale, ma le reazioni che hanno scatenato in giro per il web sono decisamente più rumorose, nel bene e nel male.

I Diane, il gruppo musicale follonichese che ha pubblicato nei giorni scorsi il video (il secondo in assoluto) della prima canzone che hanno scritto ovvero “Senesi al mare”, sono sballottati nelle ultime ore fra chi li attacca considerando fuori luogo il brano e chi li difende in nome della libertà artistica e di espressione.

Fra questi ultimi anche Andrea Magini, coordinatore per la Toscana di AssoArtisti. «L’arte deve essere libera – spiega Magini in nome del sindacato nato a livello nazionale nel 1999 dopo una prima esperienza in Emilia per offrire un coordinamento a tutti gli operatori dello spettacolo – la libertà di espressione anche artistica e di satira rappresenta assieme a quella di informazione il vero termometro democratico di un paese e non è accettabile nessun tentativo di censura o di delegittimazione di queste libertà assolute».

Il coordinatore esprime così la sua massima solidarietà al gruppo e trova assolutamente ingiustificate le critiche di parte di esponenti politici. «Fuori luogo sono semmai gli interventi della politica su un brano musicale evidentemente satirico – continua l’attore e regista toscano – il gruppo maremmano è riuscito a far parlare di sé, in un momento estremamente complicato e difficile per il mondo dello spettacolo, con un brano certamente irriverente, come è giusto che sia irriverente la satira, ma la satira non ha mai fatto male a nessuno, anzi».

Secondo Magini è sbagliato il concetto che una canzone possa creare nocumento agli affari di Follonica, da anni meta storica dei vacanzieri senesi. «Fa solo sorridere l’idea – continua il coordinatore di AssoArtisti– che gli amici senesi possano rinunciare alle meraviglie che la terra di Maremma offre per ripicca contro un brano musicale. Ora ci manca solo che un artista venga colpevolizzato per un calo di presenze che, qualora ci fosse, andrebbe ricondotto a ben altre problematiche. Con un ragionamento di questo genere si dovrebbe dare per scontato che il Vernacoliere, che da anni gioca sulla storica rivalità tra pisani e livornesi, crei danno alla città di Livorno. Suvvia, non scherziamo».

Magini difende quindi il diritto alla satira e quello alla critica auspicando che la politica non entri all’interno di dinamiche simili. «Il pubblico ha il sacrosanto diritto di criticare un’opera artistica che può piacere o meno in base ai propri gusti personali, ciò che non è tollerabile è che la politica, di qualsiasi estrazione essa sia, si prenda il diritto di definire un testo fuori luogo perché la cosa assomiglia di più ad un tentativo di censura e questo non è accettabile. Che la politica, piuttosto, si preoccupi di proporre iniziative volte a far ripartire il mondo dello spettacolo – conclude Andrea Magini – fermo ormai da quattro mesi, con professionisti che combattono una battaglia difficilissima e non di arrogarsi il diritto di definire cosa deve o non deve dire un artista con la propria arte e men che meno di dare agli artisti responsabilità che non hanno».

Più critici invece Aldo Iavarone e Pasquale Prisco del movimento Follonica nel Cuore che definiscono invece «inopportuna e fuori luogo la performance dei Diane: con la crisi economica in cui siamo sprofondati e che ci accompagnerà per chissà quanto ancora, città come Follonica che vivono principalmente della stagione turistica non possono permettersi di scegliere i turisti che preferiscono». —

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