Attenzione
Aggressione in centro storico Tre condanne per lesioni
Grosseto
Tre condanne per un’aggressione avvenuta nel centro storico, all’esterno di un locale, la sera del 29 ottobre 2016, nella quale era rimasto ferito con calci e pugni (lussazione e frattura con distacco, prognosi oltre 40 giorni) un giovane uomo, oggi 26enne.
Un episodio nel quale era stata coinvolta un’agenzia di security: Alessandro Rovani, il titolare dell’agenzia, ed Ervin Celilasmi, nazionalità albanese, sono stati condannati a 9 mesi; Marius Valentin Ilie, nazionalità romena, a 9 mesi e 10 giorni: quest’ultimo doveva rispondere anche di un tentativo di violenza privata, perché avrebbe telefonato e detto all’uomo costituito parte civile, Constantin Gaurgan, «che non gli conveniva continuare su questa strada in quanto la città è piccola e lo avrebbe trovato comunque, asserendo che sapeva dove viveva e che sapeva che viveva con la mamma e i fratelli», il tutto per costringerlo a ritirare la querela per l’aggressione.
Tutti e tre sono stati condannati in solido a rifondere i danni a Gaurgan in separata sede, con 10mila euro di provvisionale (avvocato Mario Fabbrucci). A tutti e tre il giudice Marco Bilisari ha riconosciuto l’equivalenza delle attenuanti generiche come equivalenti all’aggravante di aver commesso il fatto in più persone riunite (secondo l’imputazione vi erano state anche persone non identificate). A tutti e tre sono stati concessi i benefici della sospensione e della non menzione. La viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo aveva chiesto 8 mesi per Rovani e Celilasmi, 9 per Ilie. Il giudice si è riservato 30 giorni per le motivazioni, dopodiché gli imputati potranno presentare appello.
Il processo si è articolato in varie udienze, con l’intervento di numerosi testimoni, dalle forze dell’ordine al personale del locale all’esterno del quale era avvenuto il fatto. I difensori dei tre imputati si sono spesi a lungo per sottolineare l’estraneità dei propri assistiti. Gli avvocati Carlo Valle e Alessandro Sorace hanno evidenziato le numerose contraddizioni emerse nel corso del dibattimento: dalle testimonianze palesemente reticenti, hanno detto, alle assurdità della ricostruzione. Perché non è credibile che un’agenzia che istituzionalmente si occupa di far rispettare l’ordine sia intervenuta per fomentare disordini. Perché, se veramente c’erano state ruggini in precedenza, le parti sarebbero dovute essere invertite, visto che i presunti picchiatori sarebbero stati già in qualche modo “soddisfatti”. Perché non è credibile che la precedente ruggine possa essere costituito dal passaggio in bicicletta davanti a un bar. Perché non è possibile credere che i tre siano intervenuti appositamente prevedendo che la vittima potesse essere lì. Perché Rovani, che è sulla piazza da trenta anni, non ha mai avuto alcun problema con la giustizia. E in conclusione avevano sollecitato l’assoluzione con la formula che il giudice avesse ritenuto più opportuna. — P.s.
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