Sicurezza
Teti: «Sono vivo per miracolo E non so se risalirò sulla moto»
L’ex consigliere comunale ferito in un incidente tra Saturnia e Poggio Murella Nello stesso giorno di due anni fa finì fuori strada nello stesso punto
manciano
«Vivo per miracolo». Andrea Teti, ex consigliere comunale di Manciano nella giunta guidata da Marco Galli, è reduce da un incidente avvenuto mentre era in sella alla sua moto. Ha il polso sinistro fratturato, alcune costole rotte e l’omero spezzato in due.
Era il 4 luglio: intorno alle 18.30, mentre percorreva la strada che da Saturnia porta a Poggio Murella si è distratto e si è ritrovato fuori strada. «Una distrazione che poteva costarmi davvero cara» commenta Teti. L’ex consigliere, 33 anni, ha distolto lo sguardo dalla strada per pochi istanti per guardare lo specchietto. «Ho preso in pieno due cartelli stradali che mi sono venuti anche addosso e sono finito dentro un cespuglio. Chi era con me e ha visto la dinamica, credeva fossi morto». I soccorsi sono scattati immediatamente. «La Misericordia di Manciano è arrivata subito. Per fortuna ci sono loro che garantiscono gli interventi con il medico a bordo. Sono una risorsa per un territorio vasto come il nostro. Mi hanno subito rassicurato e fatto sentire protetto».
L’incidente ha dato ad Andrea tanti spunti di riflessione. «Ho notato che da quando sono arrivato al pronto soccorso di Grosseto, sono stati tutti molto gentili. È vero che fanno il loro lavoro ma vedere tante persone giovani, anche più di me, spendersi tanto per i pazienti è una cosa che deve essere sottolineata. Sono momenti in cui la famiglia non può starti vicino a causa del protocolli anti-Covid. Tutto il personale, dalle Oss ai medici e agli infermieri, mi è stato vicino facendomi apparire meno pesante la situazione. Voglio che questo si sappia. Sono professionisti preparati, responsabili che hanno sempre tenuto la mia famiglia informata».
Teti ha anche riflettuto molto. «È stato un miracolo – dice – e oltre alle ferite ciò che mi ha fatto stare male sono stati i visi di chi mi vuole bene. Sui loro volti ho letto la paura e mi sono sentito in colpa. Ho rischiato di non vederli più per una passione. Ne vale la pena? Sono poi una partita Iva, un libero professionista. Ho del lavoro da fare e nessuno mi può sostituire. Ho messo nei guai anche le persone che lavorano con me». Teti ha uno studio di comunicazione e marketing a Manciano.
Per uno scherzo del destino, ha avuto l’incidente lo stesso giorno e alla stessa ora in cui lo ebbe due anni fa. Sempre a luglio, nel 2013, il centauro perse, per un incidente in moto, un suo collega di lavoro e amico, Francesco Ingravalle. «Faccio ancora fatica a parlarne – conclude – Luglio è un mese da dimenticare». Se qualcuno lo avesse invitato alla prudenza in moto, probabilmente non gli avrebbe dato retta. Oggi, alla luce di quanto successo, non sa ancora se risalirà in sella a una moto ma invita tutti a stare attenti. «Basta un attimo per non raccontarla più». Nel suo precedente incidente a soccorrerlo fu Daniele Mosci, morto un anno fa, in un incidente in modo sulla strada regionale 74. — ivana agostini
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