Il dolore
Addio a Cigni, ex ciclista e calciatore
Aveva ricoperto il ruolo di direttore generale della squadra del paese. Lavorò per quaranta anni alla centrale di Torre del Sale
SCARLINO. Si sono tenuti ieri, sabato 11 luglio, a Scarlino Scalo i funerali di Carlo Cigni, 75 anni, ex direttore generale dello Scarlino calcio, conosciutissimo nel Comune per la sua passione sportiva.
Cigni è ricordato a Scarlino per essere riuscito con pochissime risorse a primeggiare, dopo lo spareggio con il Livorno Nord Pontino, nell’agguerritissimo e difficilissimo girone F grossetano-livornese, durante il campionato del 2002-2003. Il campionato vide per la prima volta la partecipazione della polisportiva Scarlino al campionato di Prima categoria e ancora oggi quello viene ricordato come uno dei momenti più belli del calcio scarlinese.
Carlo da diversi anni era ammalato e negli ultimi tempi la sua patologia si era aggravata molto, costringendolo al letto. Proprio per i problemi di salute da qualche tempo era ospite della Rsa Caravaggio di Scarlino ma in seguito al peggioramento delle sue condizioni fisiche era stato ricoverato al Misericordia di Grosseto, dove è morto venerdì pomeriggio.
In giovane età Cigni si era dedicato al ciclismo partecipando all’attività agonistica e successivamente si era appassionato al calcio impegnandosi con la squadra locale e ottenendo importanti risultati. La passione per il pallone era arrivata con la pensione quando, lasciata Torre del Sale dove per 40 anni aveva lavorato come responsabile della sala di controllo, si era dedicato alla squadra locale dello Scarlino.
Cigni era sposato con Mara Nelli che oggi resta a fianco della famiglia del figlio Alessandro che ieri si è occupato dei funerali del padre. «Sono stato 3 anni presidente della polisportiva – dice Luigi Bugelli – e Carlo era il nostro direttore generale, l’uomo d’ordine e un grande collaboratore. Ci eravamo conosciuti in quell’occasione ed era rimasta una bella amicizia nel tempo. Ci incontravamo spesso e fino all’ultimo abbiamo sempre ricordato gli anni della polisportiva, quando avemmo la fortuna di vincere un campionato. Era la prima volta che vincevamo – prosegue Bugelli – fu complicato e il lavoro di Carlo fu fondamentale, era un grande organizzatore».
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