Il Tirreno

Grosseto

l’inchiesta 

Brecciolino sulla strada di Fiumara Forestali cercano risposte in Comune

Lina Senserini
Brecciolino sulla strada di Fiumara Forestali cercano risposte in Comune

Ieri mattina i carabinieri si sono presentati negli uffici per acquisire documentazione sui lavori

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GROSSETO

Ieri mattina i carabinieri forestali si sono presentati in Comune, a Grosseto, per acquisire documentazione, testimonianze e accertare la presenza delle autorizzazioni per i lavori sulla strada di Fiumara. I militari hanno anche ascoltato persone in qualche modo interessate alla vicenda, raccogliendo le prime informazioni e riservandosi altri colloqui nei giorni successivi.

Sempre ieri hanno inoltrato formale richiesta anche a Sei Toscana, la srl che gestisce i rifiuti urbani e che ha una convenzione con il capoluogo per la pulizia dell’arenile, affinché metta a disposizione eventuale documentazione utile alle indagini. Secondo un documento in possesso del Tirreno, infatti, è Sei Toscana ad aver incaricato la ditta Blu Bonifica di fare i lavori sulla strada «per il Comune di Grosseto», che invece, in una nota ufficiale, ha precisato che nessuna delle sue articolazioni «ha dato ordine di eseguire l’intervento».

E sempre ieri mattina i militari hanno effettuato anche un nuovo sopralluogo sulla strada che attraversa la pineta del Tombolo, a nord di Marina di Grosseto, tra la provinciale delle Collacchie e la spiaggia, imbrecciata il 22 giugno e da cui la breccia è stata fatta riportare via, in parte, il 29.

I forestali hanno verificato la quantità di materiale portato sulla strada, la lunghezza esatta del tratto interessato, la divisione tra la parte demaniale e quella privata, il riferimento normativo sulla base del quale accertare la presenza o meno delle dovute autorizzazioni. La breccia sulla strada è stimata in circa 250 tonnellate, meno di quanto indicato nel documento di Sei Toscana, così come risulta inferiore il tratto su cui è stata depositata la breccia.

L’intervento, invece, è stato classificato come manutenzione straordinaria, in quanto i ciottoli di fiume hanno modificato il fondo naturale della strada. Dal punto di vita normativo, è stato accertato che l’area della pineta interessata dai lavori è sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi degli articoli 136 e 142 del Dlgs 42/2004, Capo II – Individuazione dei beni paesaggistici, è un Sito di interesse comunitario (Sic), è vincolata in quanto inserita nella rete europea “Natura 2000” per la conservazione della biodiversità, ed è anche sottoposta a vincolo idrogeologico. Come tale ogni intervento deve essere preceduto quantomeno da una valutazione di incidenza.

Un primo sopralluogo dei forestali era già avvenuto alcuni giorni fa, su richiesta del settore “Tutela della natura e del mare” della Regione Toscana, a seguito della pec di segnalazione della Lipu, con la quale si chiedeva di mettere in atto azioni di tutela sul tratto di pineta interessato dai lavori.

In quella fase i militari avevano verificato le condizioni della strada, la tipologia di intervento, se la breccia di cava naturale utilizzata fosse materiale inquinante, eventualità subito esclusa, riservandosi di fare ulteriori verifiche tecniche. Contemporaneamente avevano preso contatto con il legale di Blu Bonifica, acquisito documentazione e notizie da persone che potevano essere a conoscenza di quanto fosse successo per capire perché la ditta abbia fatto il lavoro e a chi, eventualmente, imputare la condotta illecita se dovesse essere riscontrata. Le indagini intanto vanno avanti con la massima priorità e nei prossimi giorni ci saranno ulteriori verifiche per completare il quadro e depositare la relazione in Procura.

Nel frattempo anche i carabinieri della stazione di Marina di Grosseto hanno inviato all’autorità giudiziaria la relazione relativa al loro intervento, il 22 giugno, chiamati sul posto il giorno in cui i camion hanno depositato le prime tonnellate di breccia. Altre domande, nel frattempo, attendono risposta. Non si sa quanto siano costati i lavori, né chi li paga. L’unica certezza è che sono soldi pubblici.—

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