Sicurezza
Oggi c’è l’ultima udienza, dal 20 la requisitoria del pm
grosseto
Il processo si avvia ormai alla sua conclusione. Quella di oggi dovrebbe essere l’ultima udienza del dibattimento, messa in agenda per ascoltare una ex dipendente dello studio commercialista di Evans Capuano chiamata a deporre dal pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia di Firenze Giuseppina Mione.
La donna è l’unico teste ammesso dal collegio presieduto da Laura Di Girolamo attraverso lo strumento dell’articolo 507 (nuovi elementi di prova). Gli altri, richiesti tanto dall’accusa quanto dalle difese, sono stati respinti. L’ultimo capitolo di questa fase è dunque pronto ad essere scritto, così da lasciare spazio al momento della discussione, già calendarizzata: ad aprire il giro sarà la requisitoria del pubblico ministero il 20 luglio, mentre il giorno dopo dalle parti civili e dalla difesa di Manuel Bernardini. Poi, a seguire, udienze ad oltranza fino a che tutte le difese non avranno presentato le proprie conclusioni al collegio.
Collegio su cui pende un’istanza di ricusazione. Il presidente ne ha chiesto lumi in apertura nell’udienza di ieri al difensore di Capuano Guiscardo Allescia, il quale ha spiegato che i giudici della Corte d’appello si sono riservati sulla decisione circa la sua istanza, basata sulla convinzione che il collegio abbia dato un’anticipazione di giudizio respingendo la richiesta di revoca o comunque di attenuazione delle misure cautelari per l’imputato, dando valutazioni sulla pericolosità di Capuano in merito alla possibile reiterazione del reato, come se fosse già stato condannato con l’attribuzione di tutto ciò che gli viene contestato.
Visto che da Firenze non è arrivata nessuna decisione, il procedimento è andato avanti: prima con i testimoni, poi con altre questioni processuali. La produzione di documenti, ad esempio, portata all’attenzione del collegio da molte delle parti in causa. Subito dopo, la richiesta di ascoltare nuovi testi sulla base del 507: Mione ha chiesto di poter ascoltare l’avvocato Massimiliano Quercetani, legale di Capuano nella trattativa con la famiglia Marchionni per la cessione di una porzione di arenile, e di Claudia Neri, l’ex dipendente nello studio del commercialista, che sarebbe stata presente in occasione della presunta aggressione ai danni di Arietto Giovannelli per mano di Angelo Murè e Giuseppe Imparato. Lei, come detto, è stata l’unica accolta. Respinta la richiesta di Carlo Valle (difesa Cataldo) di ascoltare Mario Spagnolo, figura legata alla criminalità organizzata con cui il suo assistito avrebbe avuto rapporti; così come è stata respinta la richiesta presentata dalle difese di Capuano e Murè di ascoltare Alberto Marchi, curatore del fallimento delle ditte della famiglia Marchionni. Per il collegio insomma la testimonianza di Neri può essere rilevante, per il resto gli elementi a disposizione delle parti sono sufficienti per arrivare alla discussione. —
a.f.
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