Il Tirreno

Grosseto

il mistero di fiumara 

Il brecciolino nel mirino dei forestali

Lina Senserini
Il brecciolino nel mirino dei forestali

Avviate le indagini per scoprire chi abbia messo e poi rimosso il materiale dalla strada Comune e Sei negano alcun intervento in quella zona

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marina di grosseto

La vicenda della strada di Fiumara nel mirino dei carabinieri forestali. Potrebbe arrivare a una svolta l’ingarbugliato caso del tratto sterrato che attraversa la pineta del Tombolo, a nord di Marina di Grosseto, tra la provinciale delle Collacchie e la spiaggia, imbrecciato il 22 giugno e da cui la breccia è stata fatta riportare via, in parte, il 29.

Venerdì scorso, il settore “Tutela della natura e del mare” della Regione ha chiesto l’intervento dei forestali di Grosseto, a seguito della segnalazione ricevuta dalla Lipu via pec il primo luglio, con la quale si chiedeva di mettere in atto azioni di tutela sul tratto di pineta interessato dai lavori.

La risposta non ha tardato ad arrivare e nei giorni scorsi i carabinieri forestali hanno effettuato un primo sopralluogo per valutare la tipologia di intervento e di materiale usato, riservandosi ulteriori verifiche tecniche.

Quello che hanno trovato è un tratto di strada ancora ricoperto di breccia e un altro, quello più vicino alla spiaggia, da cui i ciottoli sono stati rimossi e raccolti in un cumulo. Hanno anche accertato che non si tratta di materiale inquinante. Contemporaneamente hanno avviato le indagini, prendendo contatto in prima istanza con il legale della ditta Blu Bonifica, che secondo quanto scritto su un documento in possesso del Tirreno, è stata incaricata da Sei Toscana di intervenire sulla strada di Fiumara «per il Comune di Grosseto».

Hanno acquisito documentazione e notizie da persone informate dei fatti, per capire perché la srl abbia fatto il lavoro e a chi, eventualmente, imputare la condotta illecita se venisse riscontrata. Non si esclude a questo punto che i militari si presentino anche negli uffici interessati per chiedere l’acquisizione dei documenti. L’area attraversata dalla strada, infatti, è un Sito di interesse comunitario (Sic), in cui ogni intervento deve essere preceduto da una valutazione di incidenza e questo, tra le altre cose, dovranno accertare i forestali. Se cioè siano stati fatti tutti i passaggi previsti dalla normativa, considerando anche che la posa della breccia ha cambiato il fondo naturale della strada e si configura, quindi, come manutenzione straordinaria.

Insomma situazione sempre più complicata, con risvolti in diversi ambiti, cui i forestali hanno dato la priorità per chiarire quanto prima come si siano svolti i fatti. E le indagini sono solo all’inizio.

Intanto restano senza risposte anche altre domande, su cui, ad oggi, Sei Toscana non ha dato risposta e il Comune ha dichiarato non essere di sua competenza, precisando in una nota ufficiale che nessuna delle sue articolazioni «ha dato ordine di eseguire l’intervento». Ci si domanda quanto siano costati i lavori e chi li paga. Il Tirreno si è rivolto ad alcuni imprenditori del ramo e la valutazione della posa di 322 tonnellate di breccia di cava naturale su 612 metri lineari, per 2800 metri quadrati, a seconda del pregio del materiale usato, oscilla tra i 7500 e i 10mila euro. Da moltiplicare per due, perché va considerato il lavoro per portarla via.— Lina Senserini

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