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Porte a tema per unire spazio urbano e campagna

Alfredo Faetti
Porte a tema per unire spazio urbano e campagna

Proposta della Cia al Comune per ridurre la distanza culturale tra città e dintorni In un dossier nove idee tra promozione dell’agroalimentare e Parchi 

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Alfredo Faetti / grosseto

Creare delle porte a tema, come ad esempio la porta che guarda al parco della Maremma, quella a Roselle e quella degli orti sociali, che possono essere una risorsa per la città. Favorire una ricettività negli spazi aperti e incentivare le filiere strategiche per lo sviluppo del territorio. Insomma, per riassumere il concetto, la proposta di ridurre lo spazio, più culturale che fisico, tra il centro urbano e la campagna che circonda Grosseto.

È questo il cardine del dossier presentato al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna perché l’amministrazione ne prenda spunto nella stesura del piano operativo e quello strutturale, ossia gli strumenti per la pianificazione urbanistica del capoluogo. Un documento stilato da Cia insieme agli ordini professionali: il Collegio dei periti agrari e periti agrari laureati di Grosseto, il Collegio interprovinciale degli agrotecnici e agrotecnici laureati di Arezzo, Grosseto, Perugia, Siena e Terni e l’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Grosseto.

«La città di Grosseto si inserisce in un contesto dominato dal paesaggio agrario e l’idea di ricucire questo paesaggio agrario esterno con la città secondo noi sarebbe molto importante», dice Domenico Saraceno, presidente provinciale dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali. La consegna del documento si è tenuto nella sede provinciale della Cia-Agricoltori ed è stata l’occasione per l’associazione di lanciare un appello.

«Le proposte devono essere supportate dal coordinamento con gli altri tessuti produttivi – dice Stefano Gosti di Cia – La nostra è un’area attraente dal punto di vista naturalistico e agricolo: dobbiamo lavorare perché l’aria aperta, che la fa da padrone, sia un punto di sviluppo».

Sono nove le voci in cui vengono riassunte le proposte. La prima riguarda le connessioni città-campagna e si basano sull’individuazione, nelle periferie urbane, di ambiti vocati a strutture di promozione, quali “porta dell’agroalimentare e dell’agricoltura sociale”, la porta verso il parco della Maremma e verso i parchi archeologici, senza dimenticarsi degli orti sociali.

C’è poi il discorso dell’ospitalità negli spazi aperti, attività che secondo il dossier può generare un’integrazione al reddito agricolo ma anche l’incremento della ricettività turistica. Attività a cui è necessario dare una normativa di riferimento. Altro punto è il cambio di destinazione d’uso degli immobili a destinazione agricola, affinché possano essere convertiti in uso abitativo dai parenti fino al secondo grado, in modo da valorizzare il patrimonio rurale stando però attenti alle speculazioni. Importanti poi saranno gli incentivi alle filiere strategiche, con misure che riguardino sia la loro attività produttiva sia le possibili sinergie con altri settori. Il dossier parla anche di invasi per l’irrigazione, di promozione e di molti altri progetti che rappresentano spunti interessanti per l’amministrazione.

«Il settore dell’agricoltura è vitale per l’economia del nostro Paese e in quanto tale va salvaguardato – commenta il sindaco – Il lavoro quotidiano dei tanti imprenditori agricoli è un elemento importante per il nostro Pil e fa registrare l’aumento annuale più elevato».

La discussione su come unire urbanistica e agricoltura è quindi iniziata. —

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