Sicurezza
«La minoranza non è stampella di Marchi»
Dopo l’uscita di tre consiglieri dalla maggioranza, Chelli respinge le accuse e parla di senso di responsabilità
scansano
Nel tormentato quadro della situazione politica del comune di Scansano, dopo l’abbandono della maggioranza da parte di Elisabetta Tollapi, Pasquale Quitadamo e Andrea Aniceti, e dove si sono fatte sentire tutte le voci, della maggioranza, dei “dissidenti” del Pd e dei dimissionari, arriva finalmente anche la presa di posizione della minoranza.
La minoranza era stata tirata in ballo da vari consiglieri che avevano definito il capogruppo Aldo Chelli e i suoi «la stampella» del governo Marchi.
«Non siamo la stampella della maggioranza né lo vogliamo essere», dice Chelli che incassa il ringraziamento del sindaco Francesco Marchi per il senso di responsabilità dimostrato nell’attività consiliare.
Chelli respinge le accuse sollevate da qualche consigliere, «di essere un sostegno per questa traballante maggioranza. Siamo all’opposizione – sottolinea – e lì vogliamo rimanere, perché riteniamo l’esperienza di questa giunta in linea con le precedenti e contro la quale avevamo corso alle scorse elezioni con un programma diverso».
Chelli precisa che «quando abbiamo votato con la maggioranza lo abbiamo fatto quando le proposte ci hanno convinto e andavano a beneficio del territorio nonostante una criticità finanziaria ereditata dal passato. Così come non abbiamo fatto mancare il numero legale, per senso di responsabilità, quando la nostra assenza avrebbe potuto rivelarsi controproducente per Scansano e gli scansanesi. Abbiamo svolto insomma, un’opposizione costruttiva. Abbiamo fatto proposte laddove la maggioranza si è dimostrata aperta e disponibile, come sul reintegro del servizio di spazzamento stradale e lo abbiamo fatto perché questo è il ruolo dell’opposizione».
Quando l’apertura non c’è stata, prosegue, «la maggioranza non ha trovato in noi un terreno fertile, anche perché di accordi trasversali, a nostro giudizio, ce ne erano già troppi nella maggioranza, e in quei pezzi della stessa riconducibili al Pd, che oggi se ne vanno a un anno dal voto, in quella che sembra una fuga strategica in vista dalle elezioni. Noi restiamo all’opposizione perché lì è la nostra collocazione attuale. Continueremo a lavorare per una Scansano diversa, portando avanti le nostre proposte, che metteremo nel tavolo della maggioranza, così come valuteremo gli atti che ci verranno proposti. Non ci interessano le poltrone». — F.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
