Sicurezza
E 78 e Tirrenica commissariate Le reazioni in Maremma
Pd e Italia Viva plaudono: «Passo decisivo». Più tiepida la Lega: «Vigileremo» Un mese fa Fillea Cgil aveva messo in guardia sul rischio illegalità nei cantieri
Lina Senserini / GROSSETO
Alla fine i cantieri per il raddoppio della E 78 – Due Mari sono stati commissariati. È di ieri la notizia che la strada è stata inserita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nel Decreto semplificazioni, insieme alla Tirrenica e altre 130 grandi opere strategiche in tutto il Paese.
L’obiettivo è accelerare il completamento dei lavori che, per l’arteria di collegamento tra Grosseto e Fano, sono ancora al palo in tre punti a cavallo tra le province di Grosseto e Siena.
Poco meno di un mese fa, l’ipotesi di commissariamento aveva ottenuto in risposta una levata di scudi da parte della Fillea Cgil Toscana, preoccupata che bypassare le procedure ordinarie ricorrendo al commissario potesse creare “occasioni” di illegalità, «in un Paese in cui il tasso di lavoro nero è il più alto, dove si riscontrano fenomeni di infiltrazioni malavitose e caporalato», aveva scritto il sindacato.
Di tutt’altro tenore, ieri, le reazioni della politica locale, dal Pd, nelle persone del consigliere regionale Leonardo Marras, del segretario provinciale Giacomo Termine, del responsabile infrastrutture Marco Simiani, a Italia Viva. «La nomina dei commissari è un atto concreto per il territorio che ci dà speranza e ci fa dire che questa è probabilmente la volta buona per arrivare ad avere infrastrutture moderne e sicure», commentano Marras, Simiani e Termine. «Per la Grosseto-Fano, finalmente, si compie il passo decisivo per sbloccare la situazione ed avviare gli ultimi cantieri. Questo, ovviamente, non vuol dire che è tutto fatto, non abbassiamo l’attenzione e andiamo avanti secondo il percorso tracciato e condiviso: l’adeguamento dell’Aurelia fino a Capalbio da una parte e una strada interamente a quattro corsie, che collega il nord al sud della Toscana, dall’altra».
Da parte sua, Italia Viva, pianta la bandierina sul Decreto Semplificazioni, con il quale, scrive «il Governo ci ha ascoltato e prevede un commissario ad acta, indicando il Corridoio tirrenico e il completamento della Grosseto-Fano come priorità. Le opere vanno fatte rapidamente e bene con un coordinamento snello, efficiente, capace. È il nostro piano shock che può cambiare, migliorandolo, il futuro di Maremma e Amiata portando lavoro per le imprese e sviluppo per le famiglie».
Più tiepida la reazione del centrodestra. Il parlamentare Mario Lolini e il coordinatore della Lega Andrea Ulmi invitano alla prudenza, «perché troppe volte abbiamo assistito a toni trionfalistici per poi ritrovarci con in mano un pugno di mosche», scrive Lolini. «Sarà la volta buona – si chiede – per la realizzazione di un’importante arteria che collega in trasversale l’Italia? Speriamo di sì, ma anche in questo caso la prudenza non è mai troppa, nonostante l’annunciata nomina di un commissario per le due infrastrutture, visto che nel corso dei decenni si erano fatte varie ipotesi, compresa quella del project financing e, alla fine, non se ne è fatto più di nulla. Il mio compito sarà quello di vigilare in Parlamento affinché le promesse non cadano nuovamente nel vuoto». Dello stesso avviso Ulmi. «Come Lega saremo vigili – afferma – perché la Maremma non può veder perdere altro tempo per avere infrastrutture adeguate. Il completamento della Tirrenica e della Due Mari non è terreno di scontro politico, ma questo territorio non deve essere più luogo di promesse mai realizzate, ma di fatti concreti e questi si vedranno solo con l’effettivo inizio dei lavori». Intanto, tre restano i lotti della Due Mari ancora a due corsie, il 4 tra Civitella e Lampugnano, il 9 tra il viadotto delle Potatine e Orgia, in provincia di Siena, cui si aggiunge l’adeguamento della galleria di Casal di Pari. Dopo lo stop imposto dalla pandemia, procedure e lavori stanno ripartendo e a breve potrebbero essere aperti i cantieri del lotto 4, affidato al raggruppamento temporaneo di imprese Itinere Spa, a seguito del fallimento della Carena di Genova che in prima battuta si era aggiudicata l’appalto.
Nel 2018, la Itinere aveva presentato ricorso al Tar poiché la vincitrice era sottoposta a “concordato con continuità aziendale”. Ricorso bocciato dal Tar, accolto dal Consiglio di stato e arrivato alla Corte costituzionale. Due anni di fermo e la situazione sbloccata perché la storica azienda genovese è fallita.
Per quanto riguarda la galleria di Casal di Pari, la progettazione esecutiva è conclusa e si prevede che i lavori vadano a gara a breve, Stessa situazione e tempi anche per il lotto 9 per il quale si prevede la gara di appalto nei prossimi mesi. —
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