Il Tirreno

Grosseto

castiglione della pescaia 

Corto circuito in un’auto distrugge la carrozzeria

Enrico Giovannelli
Corto circuito in un’auto distrugge la carrozzeria

Una colonna di fumo e il rumore degli scoppi hanno fatto  suonare l’allarme lunedì sera in un capannone della zona industriale: danni ingenti

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

Paura lunedì sera verso le 20, 30 nella zona artigianale della Valle a Castiglione della Pescaia: da un capannone adibito ad autocarrozzeria stava uscendo un fumo nero e denso, con tanto di alcuni scoppi in sequenza ben uditi dalle case vicine.

Una nuvola nera che si alzava per qualche decina di metri e visibile a distanza, nelle ultime ore di luce della giornata.

A quell’ora nel capannone non c’era nessuno e sono stati i vicini a chiamare i soccorsi, con alcune squadre dei vigili del fuoco partite da Grosseto: sul posto anche una pattuglia dei vigili urbani a presidiare le vie limitrofe. Il fumo continuava ad addensarsi, complice evidentemente l’incendio ad una autovettura, una Volvo diesel con le fiamme scatenanti forse per un corto circuito, e gli scoppi che potevano essere stati gli stessi penumatici della macchina.

La preoccupazione però tra gli abitanti del vicinato era per il serbatoio dell’auto che stava bruciando e che poteva esplodere, causando un incendio più forte di quello che stava avvenendo. Insomma la paura tra la gente che si era riversata in strada aumentava, anche perché da alcuni giorni su Castiglione della Pescaia insiste un forte vento a raffiche di tramontana e in molti si domandavano se le fiamme potevano aggredire gli edifici limitrofi, scatenando un incendio ancor più pericoloso. I vigili del fuoco sono così riusciti ad entrare dentro l’autocarrozzeria, il capannone insiste in un’area chiusa con una piccola strada per arrivarci, individuare l’auto che stava bruciando e iniziare a spegnere l’incendio.

Inoltre c’era da capire se sempre all’interno dell’autocarrozzeria c’erano delle bombole di gas, altro motivo per cui i vigili del fuoco hanno dovuto fare attenzione, proprio perché i vicini avevano udito degli scoppi che potevano essere stati causati da altri oggetti e non dalla macchina a fuoco. Un intervento durato qualche ora per mettere in sicurezza tutta l’area. Poi gli stessi vigili del fuoco hanno dovuto valutare la situazione statica del capannone: in particolare del tetto, anche questo aggredito dal fuoco e dall’alta temperatura che la macchina in fiamme aveva sprigionato. Sembra fortunatamente che il tetto e i pilastri portanti siano rimasti integri. I danni sono stati comunque ingenti per l’autocarrozzeria: oltre all’auto bruciata, forse la prima scintilla è partita appunto da un corto circuito elettrico, le tante suppellettili sono state ricoperte dalla cenere densa, e servirà un’ulteriore bonifica per ripulire tutto il capannone, forse addirittura una nuova tinteggiatura. Alla fine i vicini hanno tirato il classico sospiro di sollievo, con l’allarme durato molte ore ma rientrato per il pronto intervento dei vigili del fuoco che hanno scongiurato il peggio. —

Enrico Giovannelli

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