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Ristrutturazione dei servizi ospedalieri «Vogliamo risposte»

Ristrutturazione dei servizi ospedalieri «Vogliamo risposte»

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Il 10 marzo il direttore generale dell’Asl Antonio D’Urso ha firmato una delibera con la quale conferiva a Monica Calamai, per la direzione della Rete ospedaliera (13 ospedali) un ruolo speciale di responsabile unico che poteva agire «in deroga alle regole aziendali e con rappresentanza economico-finanziaria verso terzi». È su questo dettaglio che si sofferma ora l’attenzione di Fabrizio Rossi, presidente provinciale di Fratelli d’Italia che chiede la revoca della delibera. «A questa delibera infatti se ne aggiunge un’altra – dice che conferisce allo stesso responsabile il potere di spostare i medici «senza vincolo di sede e di disciplina». Attualmente è sempre così oppure no? Interrogativi senza risposta al momento».

Poi c’è la delibera n. 531, atto di indirizzo per la Fase2, senza particolari indicazioni operative o scadenze. «Nel capitolo Rete ospedaliera è delineata una forte riorganizzazione che non sembra legata direttamente al Covid se non come pretesto - aggiunge Rossi - Mi domando se questa forte ristrutturazione sia stata presentata o meno alla conferenza dei sindaci o ai sindacati indipendenti. Pare che per l’ospedale di Grosseto siano elencati provvedimenti volti ad allontanare dalla struttura tutte le funzioni connesse al territorio, in totale controtendenza con la politica sanitaria regionale su integrazione ospedale- territorio». Per Rossi, si prospetterebbe infatti l’uso dell’ospedale per pochi posti per acuti da trattare con alta tecnologia e dimissioni in pochi giorni.

«I casi recenti, apparsi sui giornali, paleserebbero, al contrario la necessità di maggior cura verso i pazienti e non disinteresse. Però siamo già nella fase 3 o 4? Quindi cosa succede? - dice ancora - Dopo aver cercato di mettere in campo azioni di demolizione come la chiusura del centro prelievi di Grosseto (che tra l’altro è esterno ed autonomo rispetto agli altri corpi di fabbrica del Misericordia), abbiamo appreso che il potente e costoso macchinario, il Corelab, da strategico, non fosse altro per il costo altissimo , sembra essere già dimenticato, dopo il tentativo di limitarne l’utilizzo, esternalizzando lo stesso servizio fuori dall’ospedale».

Dubbi e perplessità che ancora non avrebbero ricevuto risposte «soprattutto da chi dovrebbe dirigere la politica sanitaria - dice Rossi - ovviamente tutte le azioni sono previste per Grosseto e non ad Arezzo, altra anomala strategia, forse perché si va verso un declassamento ulteriore di Grosseto? Attualmente sono mancanti i direttori di chirurgia vascolare, urologia e nefrologia. Il direttore di chirurgia generale andrà via a breve e lo stesso direttore di medicina proverà a brevissimo a cambiare sede. Sbagliamo noi o il sito Estar dal quale apprendiamo queste indicazioni?». —

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