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Grosseto

la protesta 

Poste ancora chiuse, insorgono i pensionati

Alfredo faetti
Poste ancora chiuse, insorgono i pensionati

Il sindaco Giuntini annuncia la mobilitazione in piazza, lo Spi-Cgil rincara: «Ci rivolgeremo al prefetto»

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massa marittima

Continua a far discutere la situazione degli uffici postali nelle Colline Metallifere. Discussione particolarmente accesa a Massa Marittima, dov’è intervenuto anche il sindaco Marcello Giuntini scrivendo sia alla società sia alla Prefettura di Grosseto, senza escludere l’ipotesi che il disagio possa sfociare in una manifestazione di piazza.

Questa volta è il sindacato dei pensionati Spi-Cgil a intervenire sul disservizio, rappresentato dal fatto che dopo la riapertura post Covid, arrivata oltre un mese fa, alcuni uffici in Maremma non hanno ancora ripreso il servizio a pieno regime. «Lo Spi-Cgil provinciale e le leghe territoriali – si legge nella nota del sindacato – protestano in modo acceso per questa incomprensibile proroga delle chiusure, e chiedono l’immediata riapertura degli uffici e la riattivazione dei servizi postali. Anche perché questo – prosegue la nota – contribuirebbe ad evitare la migrazione degli utenti che inevitabilmente finiscono per creare assembramenti nei pochi uffici postali rimasti aperti».

A parlare a nome del sindaco è il segretario dello Spi Lorenzo Centenari. «Poste Italiane continua a non tenere conto dei bisogni degli utenti dei servizi postali, che in pratica sono i suoi “azionisti di riferimento”», dice il segretario, elencando tutte le zone in cui si è registrato questo disagio: Grosseto, Orbetello, Follonica e appunto Massa Marittima. Centenari ricorda l’importanza come quello svolto dagli uffici postali sia un servizio che non può essere replicato altrove. Ecco perché è importanti riprendere a pieno regime.

«Darebbe la possibilità alle persone di poter effettuare servizi che non si possono espletare in altri uffici – prosegue la nota – come versare assegni sul conto corrente postale, recuperare la posta in giacenza da marzo e dare una risposta anche in termini occupazionali, attraverso l’ampliamento e la stabilizzazione dei posti di lavoro».

Insomma, a detta del sindacato, rappresenta un disagio che non può essere sopportato ulteriormente e che se non troverà soluzione porterà a forme di protesta. «Se non riceveremo risposte adeguate – conclude Centenari – saremo costretti a rivolgerci al prefetto e chiedere un suo intervento diretto».

Rimarcando quanto fatto dal sindaco di Massa Marittima, che ha già parlato di un eventuale passo successivo, come quello della protesta in piazza. — Alfredo faetti

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