Il Tirreno

Grosseto

Il patrimonio dei butteri non va disperso: raccolta fondi per acquistare la collezione

Francesca Gori
Il patrimonio dei butteri non va disperso: raccolta fondi per acquistare la collezione

Lorenzo Mancioppi aveva fondato un’associazione per valorizzare la sua collezione: ora gli eredi l’hanno messa in vendita, servono 16mila euro  

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Grosseto. Ci sono selle, briglie, morsi, speroni e staffe, tutte le attrezzature utilizzate dai butteri per svolgere quotidianamente il loro lavoro. Attrezzature che Lorenzo Mancioppi aveva raccolto durante tutta la sua vita nelle fattorie di mezza Maremma. Buttero, Mancioppi, lo era nel suo cuore. Lavorava alla Telecom, prima di andare in pensione e prima che, a metà maggio, un malore lo uccidesse, facendo precipitare i familiari, gli amici, i butteri della Maremma nella disperazione. Perché Mancioppi, che aveva 73 anni, era riuscito a fare qualcosa di veramente grandioso per la Maremma e per i suoi butteri. Aveva girato in lungo e in largo le aziende agricole, era stato accolto dalla fattoria Polverosa e dai Guicciardini, ad esempio, e aveva cominciato a raccogliere tutti gli strumenti da lavoro, dalla fine dell’ ’800 in poi, recuperando la memoria storica e la tradizione di una terra che il tecnico della Telecom amava sopra ogni cosa, tanto da dedicare mesi e mesi per raccontarla, in un libro intitolato “Butteri di Maremma”. Ora, tutto quel patrimonio raccolto negli anni, rischia di andare perduto e l’associazione Buttero di Maremma, fondata da Mancioppi, ha lanciato una raccolta di fondi per acquistarla dagli eredi. Il valore di quell’intera collezione si aggira intorno ai 16mila euro.

«Abbiamo pensato di fare un appello alla città - dice Luca Merelli, consigliere dell’associazione Butteri della Maremma e dell’associazione nazionale Allevatori del cavallo maremmano - perché tutto questo materiale non vada disperso. Oltre all’acquisto della collezione, chiederemo poi all’amministrazione comunale anche uno spazio dove sistemarla». Era questo il sogno di Mancioppi: quello di mettere su un museo dei butteri, dove poter esporre tutto quello che nel corso degli anni aveva faticosamente raccolto. Proprio per questo, l’ex tecnico della Telecom, aveva fondato l’associazione Butteri della Maremma, per dare una casa a tutto il materiale raccolto nei poderi, nelle fattorie e per continuare a far crescere la sua già ricca collezione. Mancioppi, con dedizione smisurata ha raccolto un patrimonio materiale e anche immateriale di documentazione dal valore storico documentale inestimabile.

Un patrimonio di oggetti unici che parlano di un passato epico che, a seguito della sua morte, rischia di perdersi in mille rivoli, smembrato e svilito del suo profondo significato documentario.

Un patrimonio che l’associazione, fondata da Mancioppi insieme a cinque amici e ora destinata ad accogliere anche altri appassionati, vorrebbe acquistare e valorizzare, così da poterlo mettere a disposizione della Maremma intera e di tutti coloro che hanno la curiosità di conoscere una tradizione che si perde nel tempo e che tutt’oggi è il biglietto da visita di una terra meravigliosa. —


 

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