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Smartworking negato Dipendente perde causa contro il Comune

a.f.

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Lo smart working è stato uno dei grandi temi durante il lockdown e a Monterotondo Marittimo è divenuto anche l’oggetto di un contenzioso tra gli uffici del Comune e un dipendente comunale.

È stato quest’ultimo a presentare ricorso al Tribunale di Grosseto, sezione lavoro, perché il responsabile del suo ufficio gli ha negato la possibilità di lavorare da remoto. Ma sebbene le sue mansioni potessero in effetti essere svolte da casa, il dipendente non aveva alcun motivo per non lavorare dal municipio: non avrebbe alcuna patologia specifica, né contatti con casi attualmente positivi, né altre vicende simili. Per questo motivo il giudice Giuseppe Grosso ha deciso di rigettare il ricorso, dando ragione al Comune. Ricorso in cui viene fatto riferimento anche ad un precedente tenuto dallo stesso tribunale che ha avuto però un esito diverso. Ma, si legge nella sentenza, anche la vicenda sarebbe stata diversa. In quel caso a fare ricorso era stato un lavoratore a cui, al contrario dei colleghi di pari grado e mansioni, era stato negato lo smart working dal datore. In Comune a Monterotondo, invece, «tutto il personale risulta rientrato in servizio».

Riguardo poi alle motivazioni che avevano portato il dipendente comunale a presentare più volte la domanda, la sentenza evidenzia come in essa non sia quasi mai stata indicata una patologia specifica per cui sarebbe stato necessario il lavoro da remoto. Nella prima istanza, presentata a marzo, il dipendente aveva detto di avere contatti con parenti maggiormente esposti al contagio; nella seconda poi, ad aprile, indicava la necessità di dover far uso di mezzi pubblici. Ma in entrambi i casi, non è stata indicata nessuna patologia. Solo con il ricorso viene allegato un certificato medico, che comunque non configura «situazioni di maggior tutela», scrive il giudice. Senza contare che intanto, sottolinea la sentenza, il contesto è cambiato.

Insomma, secondo il Tribunale la decisione che il dipendente debba essere presente in ufficio è legittima. Nel dispositivo c’è scritto anche quali compiti gli ha attributo il responsabile del settore di riferimento: controllo e coordinamento della distribuzione di mascherine, approvvigionamento di Dpi (dispositivi di protezione individuale) e assistenza al volontariato. — a.f.

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