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Gli Amici dei Bagni di Petriolo, in collaborazione con Italia Nostra (sezione Toscana, grossetana e presidio di Civitella Paganico) ha celebrato venerdì sera il “funerale” delle terme di Petriolo, lo stabilimento nella valle del Farma, nel comune di Monticiano, appena oltre il confine con la provincia di Siena, di proprietà della società pubblico-privata Terme Antica Querciolaia.
Il flash mob, con tanto di bara, corona di alloro, ceri accesi e falso sacerdote officiante, ha voluto attirare l’attenzione sulla delicata situazione che le Terme del Petriolo stanno vivendo. Gli Amici del Petriolo e Italia nostra puntano il dito su quella che definiscono una «non brillante gestione» che va avanti da anni e contestano il modo in cui Terme Antica Querciolaia ha pubblicato la manifestazione di interesse per individuare eventuali acquirenti, in vista del bando, in primis un preavviso di soli 15 giorni. Ma non solo. «Le voci che ormai circolano da tempo – dicono gli Amici – danno un compratore certo che però è interessato solamente alla concessione mineraria dell’acqua e non alla gestione e al prosieguo della attività termale in atto da decenni». Per lo stabilimento del Petriolo, dicono ancora gli Amici, «sono state spese enormi quantità di denaro pubblico, finalizzate a un preciso uso e utilizzo, quello appunto del termalismo medico». Preoccupazione viene anche espressa per l’approvvigionamento delle pozze libere che potrebbero non ricevere più l’acqua che le alimenta nel caso che il nuovo proprietario non lo ritenesse consono. Da qui il flash mob. «Poiché è sicuro che da una morte nasce sempre una vita – dicono gli Amici – tutti si augurano che la nuova gestione rappresenti appunto una nuova vita per lo stabilimento martoriato da troppi anni da una gestione più che pessima e che i nuovi acquirenti siano in grado di comprendere le incredibili potenzialità del luogo e della sua acqua». —
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