Il Tirreno

Grosseto

castel del piano 

Si scende in piazza per l’ospedale Presidio l’11 luglio

Fiora Bonelli

La manifestazione era rimasta in stand-by causa Covid Tra i temi caldi c’è l’annunciata apertura del nuovo reparto 

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castel del piano

C’è una manifestazione in vista a sostegno dell’Ospedale. L’appuntamento è per l’11 luglio dalle 10 alle 13 davanti al nosocomio.

Si tratta di un “presidio” organizzato dal sindacato Usb, che era già stato messo in agenda per il 14 marzo e poi rimandato per l’emergenza coronavirus.

Punti cardine su cui si basa l’iniziativa sono il diritto alla salute, il ripristino dei posti letto e la riapertura reparti, la tutela dei servizi sanitari pubblici, la valorizzazione dell’ospedale e di tutti i presidi ospedalieri periferici. Stefano Corsini, segretario Usb, è amareggiato: «L’emergenza Covid non ha insegnato niente e per l’ospedale di Castel del Piano continua tutto come se non fosse successo nulla. Non si parla di riaprire il reparto “temporaneamente chiuso” , il laboratorio analisi rimane sotto utilizzato mentre si fanno convenzioni con laboratori privati e, per i cittadini dell’Amiata continuano i viaggi verso Grosseto per gli esami diagnostici e verso gli altri ospedali della provincia a causa della carenza di posti letto. Per questi motivi e per mettere in evidenza le problematiche legate ai nosocomi periferici e delle zone disagiate, sabato 11 luglio riprenderemo il discorso da dove, a causa del blocco dovuto alla pandemia, lo avevamo lasciato e inizieremo con la manifestazione davanti all’ospedale di Castel del Piano».

Si tratterebbe di un’iniziativa attesa dai cittadini che da tempo lamentano disservizi, ritardi, e soprattutto il lento ma inesorabile stillicidio di servizi del nosocomio.

Il futuro dell’ospedale è sotto la lente anche del Pd: «All’ospedale di Castel del Piano – osserva il segretario Federico Badini – da troppo tempo manca un pezzo importante: un reparto che, completamente ristrutturato, è pronto da tempo per essere riaperto. Oggi sappiamo che l’Asl sud est vuole finalmente renderlo fruibile, ma non crediamo che sia conveniente aprirlo solo per aumentare i posti riservati alle cure intermedie». E aggiunge: «La notizia che l’Asl abbia finalmente deciso di riaprire la parte dell’ospedale ancora chiusa, non può che farci felici, ma ora servono notizie certe – continua Badini – Perché puntare ancora solo sulle cure intermedie invece che sulla riabilitazione, sul garantire posti per la degenza acuti o sulla geriatria? Quali sono i tempi della riapertura?». E a proposito dell’utilizzo del reparto, «sottolineiamo l’importanza di dare precedenza alla riabilitazione, alla geriatria, se non altro perché il principale bacino d’utenza è quello degli anziani. Non ci sembra che aggiungere altri posti per le cure intermedie sia l’unica cosa da fare. L’ospedale di comunità, e con esso i posti riservati alle cure intermedie, è già una realtà importante nel plesso amiatino, forse converrebbe concentrarsi su altre criticità – afferma il segretario – Oltre a questo c’è da lavorare su altre questioni: la presenza dell’anestesista, la possibilità di ripartire con operazioni in day surgery, e senza perdere l’auspicio che i servizi interrotti per l’emergenza Covid ancora in atto tornino a essere efficienti e a pieno regime». Intanto per la manifestazione dell’11 luglio, il comune di Castel del Piano fa sapere che sarà a presidiare l’ospedale: «Sarò presente – avverte il sindaco Michele Bartalini – in rappresentanza delle istituzioni e di tutta la comunità di Castel del Piano. E spero intervengano anche gli altri sindaci del comprensorio». —

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