Sicurezza
Cinelli dice sì alle sagre «Perché danno lavoro»
Il sindaco spiega come si è giunti al via libera agli eventi delle tre società sportive Il Comune ha valutato che le forniture garantiscono incassi alle imprese locali
«Le polemiche ci stanno e le avevamo messe in conto ma mi preme ristabilire la verità dei fatti per precisare come si è arrivati a decidere sulle sagre».
Il sindaco di Magliano Diego Cinelli lo aveva annunciato e ieri nella sala consiliare del comune di Grosseto ha fatto il punto sulla questione sagre. «Non è stata una decisione preconfezionata e unilaterale dell’amministrazione e lo dimostrano i verbali delle riunioni in cui la questione è stata discussa – spiega Cinelli – Inoltre rivendico con fierezza tutte le azioni di sostegno che il Comune ha adottato in favore delle attività produttive, compresi bar e ristoranti, nella fase difficile della ripresa».
La ricostruzione del sindaco parte proprio da qui: la decisione di non far pagare il suolo pubblico, poi prevista per decreto dal governo fino al 31 ottobre, la possibilità di ampliarlo a costo zero del 100% per tutto il 2020 compatibilmente con il Codice della strada, l’azzeramento della Tari per tutte le attività costrette a chiudere in forza dei Dpcm e la previsione di un contributo a fondo perduto di circa 4mila euro per attività per far fronte a spese come le bollette arrivate durante la chiusura o l’adeguamento alle norme antiCovid. «Stiamo inoltre studiando con la ragioneria – aggiunge il sindaco – il modo di ridurre l’addizionale comunale all’Irpef».
Tra le realtà del territorio da sostenere c’erano anche le società sportive maglianesi che hanno dei costi fissi di gestione. «Non dimentichiamo – dice il sindaco – che se i campi sportivi, di proprietà comunale, venissero abbandonati quei costi di manutenzione ricadrebbero in capo al Comune. Avevamo due possibilità: o disporre un aiuto cospicuo alle società (dell’ordine dei 70-80mila euro che peserebbero molto sul bilancio comunale) o permettere l’organizzazione delle sagre, cosa peraltro possibile secondo le linee guida della Regione se le sagre rispettano i protocolli antiCovid sia della ristorazione che delle aree mercatali». Da qui parte il percorso di confronto sul tema. «Nella prima riunione del 25 giugno con Mario Filabozzi per Confesercenti e Gabriella Orlando per Confcommercio – dice Cinelli – è emersa la contrarietà delle associazioni di categoria a meno che si decidesse per una durata inferiore ai 10 giorni e per altri periodi della stagione».
Di diverso segno il responso della riunione del 30 giugno nella sala consiliare del comune di Magliano dove Cinelli ha ricevuto una parte dei ristoratori del gruppo Corona nato durante la pandemia. «Ho esposto la manovra del Comune per la ripresa e la nostra proposta di far fare le sagre alle tre società sportive, Maglianese, Montiano e Sant’Andrea, per un massimo di dieci giorni tra il 31 luglio e il 20 agosto e con il pagamento da parte delle società dell’aliquota massima della Tari. I quattro ristoratori presenti fino alla fine della riunione (uno nel frattempo se n’era andato) si sono detti d’accordo con questa soluzione. Non era prevista una votazione ma nessuno ha espresso pareri contrari come risulta dal verbale».
Cinelli invita inoltre a considerare il fatto che le sagre maglianesi danno lavoro alle aziende locali perché tutto, dalla carne alla pasta fresca, viene dal territorio. «Per queste aziende non fare per niente le sagre sarebbe stato un danno – chiude il sindaco – La soluzione trovata a mio avviso tiene conto di più esigenze. Da notare infine che il limite di dieci giorni per ogni sagra lo abbiamo fissato noi come atto di coscienza ma non ce lo imponeva nessuno». –
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