Gioco
Imprenditore aggredito: «Solo un arrossamento» Parlano i medici che firmarono i referti
Processo Capuano, in aula è la volta dei testimoni delle difese Attese per la prossima settimana dichiarazioni del principale imputato
l’udienza
La prossima potrebbe essere una settimana decisiva per il processo sul presunto sistema di estorsione che si sarebbe consumato a Follonica negli anni che corrono dal 2012 al 2015, su cui pende l’aggravante del metodo mafioso e che vede sette persone imputate per reati a vario titolo.
Sono due le udienze in agenda ed entrambe possono rappresentare un passaggio molto significativo: nella prima dovrebbe parlare il principale imputato del processo, a cui il presunto sistema avrebbe fatto capo: il commercialista Evans Capuano. La seconda udienza, invece, potrebbe essere quella che chiude il dibattimento. Come confermato dal suo avvocato Guiscardo Nicola Italo Allescia, Capuano dovrebbe rilasciare una dichiarazione spontanea. Nella stessa mattinata, oltre ad essere ascoltati i testimoni chiamati dalla difesa del commercialista, dovrebbe rilasciare una dichiarazione spontanea anche Manuel Bernardini, 39 anni di Grosseto, difeso dall’avvocata Francesca Carnicelli, accusato nel procedimento di furto: secondo l’accusa, infatti, nel dicembre 2015 su mandato di Capuano il grossetano insieme ad un altro imputato, Angelo Murè, entrò abusivamente in un capannone nella zona industriale di Follonica di proprietà di una società riconducibile al commercialista, la Betty srl, e in uso all’imprenditore Arietto Giovannelli: lì aveva sede una ditta dedicata a feste per bambini, “Il Paese dei Balocchi”, e quella notte sarebbero stati trafugati tutti i giochi gonfiabili e fatti sparire. Uno dei molti episodi ricostruiti nel corso del processo su questo presunto sistema, in cui le parti offese – costituite da alcuni imprenditori follonichesi – avrebbero subito minacce, intimidazioni fino a delle vere aggressioni sempre al fine di estorcere loro dei soldi. Ma se questa è la tesi della Procura, le varie difese hanno sempre cercato di smontare le accuse, mettendo spesso in discussione le testimonianze degli imprenditori stessi.
Nell’udienza di ieri lo stesso ha tentato di fare la difesa di Murè, rappresentata dall’avvocato Riccardo Sensi e Rachele Vattone, che hanno chiamato a deporre i due medici che nel marzo 2015 firmarono i referti medici di Giovannelli dopo una presunta aggressione da parte di Muré e Giuseppe Imparato nello studio di Capuano. Il primo medico sentito è stato quello del pronto soccorso, il quale scrisse nel certificato di «arrossamenti sul torace e nel collo», ricordando inoltre che il paziente era arrivato in codice verde (il più basso) e che furono dati sette giorni di prognosi («il minimo sindacale», ha detto lo stesso medico). Ma alla domanda se fosse possibile che un pugno in un occhio potesse non lasciare segni, il dottore ha risposto di sì. Non è un caso che l’attenzione sia ricaduta sull’occhio destro di Giovannelli, dato che lo stesso – lo ha detto anche in aula – ne ha perso la vista. «La ferita sulla cornea può essere riferita ad un pugno« ha detto Chiara Signori, oculista, spiegando che una botta avrebbe dovuto portare a un sanguinamento, di cui però nel certificato non c’è traccia. «Significa che non c’era modo di vederla, infatti dissi al paziente di tornare il giorno dopo per un’ecografia», ha detto. Ma vista l’assenza di certificati a riguardo, sembrerebbe che Giovannelli a quella seconda visita non ci sia andato. Il prossimo atto sarà la difesa di Capuano. Il giorno successivo, poi, potrebbe essere quello che chiude il dibattimento. Se il tribunale riuscirà in effetti a rispettare questa tabella di marcia, arriverà il momento di calendarizzare la discussione di tutte le parti in gioco: il momento che fa da preludio alla sentenza.
Tutto al netto di un eventuale colpo di scena, perché il 7 luglio è in agenda il pronunciamento della Corte d’Appello sulla nuova richiesta di ricusazione presentata dalla difesa di Capuano, che ha ritenuto che il collegio (Laura Di Girolamo presidente, Adolfo Di Zenzo, Alberto Lippini) abbia di fatto esercitato un’anticipazione di giudizio respingendo la richiesta di revoca o comunque di attenuazione delle misure per Capuano, che adesso ha il divieto di dimora a Follonica e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre giorni alla settimana). — alfredo faetti
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