«Questo paese sta morendo Poste aperte solo un giorno»
talamone
«Qui l’ufficio postale è aperto un solo giorno a settimana. Questo paese sta morendo lentamente». Antonio Cagnacci, un cittadino talamonese, ha deciso di non tacere e segnalare tutto ciò che, secondo lui, a Talamone non funziona.
Dopo le auto parcheggiate lungo il Fossino e i relitti dei natanti che si trovano sulla spiaggia di Fertilia, è la volta delle Poste di Talamone. «L’agonia del borgo – dice – continua, lenta e inesorabile: la carenza dei servizi aumenta rendendo il paese meno appetibile da un punto di vista turistico e di qualità di vita. I servizi che quest’anno vengono a mancare sono l’ulteriore riduzione dell’attività dell’ufficio postale ridotto da tre giorni ad un giorno a settimana, la Fortezza chiusa al pubblico, il circolo Aics chiuso, l’acquario chiuso, la stazione della squadra di polizia nautica chiusa e le uniche spiagge pubbliche chiuse».
Cagnacci punta i riflettori sull’ufficio postale che già in passato, ai tempi della precedente amministrazione, rischiò di essere chiuso. «L’ufficio postale – spiega Cagnacci – è passato dall’essere aperto tre giorni a settimana ad un giorno, nonostante il decreto Gentilini impedisse la riduzione degli uffici postali turistici ed una sentenza del Tar sancisce l’apertura per tre giorni a settimana. La motivazione – aggiunge – sembra essere legata al Covid –19, ma altri uffici hanno già ripreso il normale orario e forse, pur facendo meno operazioni di Talamone, sono comunque aperti. Le conseguenze per il periodo estivo e per una popolazione che conta molti anziani che ha nell’ufficio postale un punto di riferimento, sono facilmente immaginabili: ritardi nei pagamenti, raccomandate e assicurare consegnate una sola volta a settimana con conseguenti ritardi e spostamenti all’ufficio postale di Fonteblanda. Non tutti però – continua – hanno la possibilità di arrivare fino a Fonteblanda per motivi di salute o per difficoltà di spostamento. Il sospetto – ipotizza – è che ci sia la volontà di ridurre l’attività dell’ufficio al fine ultimo di giustificarne la conseguente chiusura per poca presenza di operazioni».
Cagnacci ricorda come i talamonesi abbiano sempre lottato per il loro ufficio postale arrivando perfino a scrivere al capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Elsa Ciocca, infatti, inviò una lettera al presidente, da cui ricevette ampie rassicurazioni sul mantenimento del servizio.
«Nonostante le rassicurazioni dell’attuale senatore a vita e la sentenza del Tar che imponeva a Poste Italiane l’apertura per tre giorni a settimana, si prova ancora a chiudere l’ufficio. Noi non ci stiamo e protesteremo come già abbiamo fatto in passato per non far chiudere un servizio vitale per il nostro paese». —
ivana agostini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
