Sicurezza
Bottiglie di vino regalate ai giudici e rispedite indietro
Parla in aula l’ex gip Pietro Molino: «Non ho mai visto il commercialista, per Natale aveva mandato un dono all’ufficio attraverso Ferreri»
follonica
È tornato al tribunale di Grosseto come testimone. Il giudice Pietro Molino, dal 2013 ha lasciato il suo ufficio al tribunale di piazza Albegna, dove è stato anche coordinatore dell’ufficio gip, prima di trasferirsi a Roma alla Cassazione. È tornato per rispondere alle domande degli avvocati difensori di Cesare Ferreri, il cancelliere accusato di corruzione e di Evans Capuano, il commercialista follonichese a processo per estorsione con il metodo mafioso. La testimonianza di Molino arriva dopo quella di altri suoi colleghi che sono sfilati in aula nelle passate udienze: il giudice Marco Mezzaluna, il giudice Sergio Compagnucci, il giudice Marco Bilisari, oltre a diversi cancellieri e dirigenti. Testimoni, perché Cesare Ferreri, nei tantissimi anni passati in tribunale, aveva lavorato con tutti.
Molino ha risposto alle domande dell’avvocato Alessandro Oneto, difensore del cancelliere, ripercorrendo la sua permanenza al tribunale di Grosseto. «Cesare era un collaboratore di segreteria - ha spiegato - È normale che avessi con lui rapporti quotidiani». Nel 2008, ha ricordato il giudice, che gli investigatori che stavano conducendo un’inchiesta su alcuni abusi edilizi, avevano scoperto attraverso le intercettazioni, che una delle persone coinvolte conosceva alcuni aspetti delle indagini che erano ancora in corso. Aspetti che nessuno avrebbe potuto conoscere. «Quando siamo stati informati che una delle persone che erano finite nell’inchiesta era un parente del cancelliere - dice ancora - io e il giudice Armando Mammone che era sempre all’ufficio gip, decidemmo di spostare Ferreri in un altro ufficio». I due giudici, insieme a Marco Mezzaluna, affrontarono la questione con Ferreri che protestò, dicendo di essere estraneo a questa vicenda. Il cancelliere fu spostato però alla sezione civile.
L’avvocato di Evans Capuano, Guiscardo Allescia, si è invece soffermato sui rapporti tra il giudice Molino e Capuano. «Non l’ho mai visto - ha detto - se fosse presente in quest’aula non lo riconoscerei. Altri magistrati mi avevano parlato di lui, all’epoca, come commercialista e amico di Ferreri che aveva una grande passione per le auto da rally. Ma a me non interessavano, quindi non ho mai avuto modo di incontrarlo». Le “chiacchiere” su Capuano, in tribunale, sono cominciate a circolare dopo e quando, nel Natale del 2009 o 2010 il commercialista inviò una confezione di vino all’ufficio dei giudici, Molino e Mezzaluna dissero a Ferreri di restituirli.
Quando il cancelliere fu poi spostato al tribunale civile, il giudice Molino aveva già lasciato l’ufficio gip di Grosseto. — F.G.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google