Il Tirreno

Grosseto

l’intervista 

«Per i femminicidi non ci sono zone franche o categorie escluse»

Francesca Ferri
«Per i femminicidi non ci sono zone franche o categorie escluse»

Sabrina Gaglianone, presidente  dell’associazione  Olympia de Gouges, ricorda le caratteristiche di questi delitti E invita a farsi aiutare

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Francesca Ferri / grosseto

«Tutte le città danno il proprio tributo di sangue. Non ci sono zone franche. È un fenomeno diffuso. Certo, quando la violenza sulle donne colpisce la propria comunità, è doloroso. Ma dà la cifra per capire che può succedere anche vicino a noi». Sabrina Gaglianone, presidente dell’associazione antiviolenza Olympia de Gouges, che gestisce il centro antiviolenza di Grosseto, parla con voce addolorata. Ma non rassegnata. L’aggressione che ha quasi ucciso Carla Guidarelli, 60 anni, colpita, nella sua casa di Rugginosa, dal marito Oris Orazioli, 64 anni, che si è poi ucciso, ha sconvolto la comunità grossetana. Un tentato femminicidio, con tutte le caratteristiche che distinguono questo reato.

«Non entro nel merito di questo episodio – dice Gaglianone – ma certo possono dire che i segnali di questo tipo di maltrattamenti domestici ci sono sempre. Sono ben visibili all’interno delle famiglie. E non vanno sottovalutati. Bisogna farsi aiutare, sempre». Come? «Allontanandosi», dice Gaglianone.

L’associazione Olympia de Gouges è proprio uno di questi rifugi dalla violenza.

«Il periodo di lockdown, con la sua convivenza forzata, se possibile ha amplificato queste situazioni – dice Gaglianone –. E questo non lo dico per minimizzare ma, al contrario, per far capire quanto grande sia la difficoltà di queste donne».

Colpisce, nella tragedia della Rugginosa, che la mano armata – la donna è stata colpita con un oggetto contundente – sia stata quella di un rappresentante delle forze dell’ordine.

«Purtroppo l’esperienza ci insegna che non ci sono categorie escluse», dice Gaglianone. Ricchi, poveri, giovani, anziani, il muratore come il top manager: tutti, allo stesso modo, possono diventare assassini di compagne, mogli, fidanzate, ex.

«C’è purtroppo una mentalità dura a morire – spiega Gaglianone – e, anzi, si notano molti episodi laddove si è ricevuta una educazione più rigida e si ha un vissuto o una attività lavorativa caratterizzate da un certo rigore. Non ci sono, insomma, categorie che si possono considerare franche. C’è solo una cultura che fa fatica a capire che le relazioni sono paritarie, o che possono finire». —

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