La protesta
«Rigidità salariali da abbattere in un contesto incerto»
piombino
«Il bilancio 2019 ha segnato un avanzamento importante del margine operativo e del risultato d’esercizio che restano in territorio negativo per piccole cifre. Questo ci dice che abbiamo le potenzialità per poter fare bene, considerato la serie storica dei risultati degli ultimi tre anni, ma c’è ancora strada da fare per portare i valori in positivo e crescere in maniera importante per rafforzare il nostro patrimonio». Così il presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami.
«Il 27 giugno si sono esaurite le procedure di voto per l’approvazione del bilancio da parte dei nostri soci – prosegue –, una prova di partecipazione molto consistente a cui hanno partecipato in 15mila. Adesso vedremo come si sono espressi».
Il presidente Lami traccia la cornice in cui s’inserisce la scelta di disdetta del contratto integrativo aziendale dal 1º ottobre. «Il contesto economico è avvolto da incertezze che non ci lasciano indenni – dice –, tra l’altro i mesi della stagione turistica per il nostro bilancio sono importanti. E poi c’è da capire l’effetto della crisi che si preannuncia sul potere di acquisto delle famiglie. Ci stiamo concentrando sui miglioramenti che dobbiamo produrre e la rinegoziazione dell’integrativo resta un obiettivo per fare un passo in avanti. Ma sulla trattativa registriamo uno stallo da settimane che non lascia pensare a un suo progredire. Abbiamo tre tavoli e cinque sigle sindacali». Che aggiunge: «Siamo arrivati a una fase di stallo per cui abbiamo preso la decisione della disdetta con preavviso di tre mesi nell’auspicio che vi sia l’impegno di tutti per raggiungere un accordo entro il 30 settembre. Le condizioni ci sono tutte. E la nostra disponibilità è totale, per tutto il tempo che sarà necessario».
Due gli obiettivi. «Il primo è di superare le rigidità salariali dell’accordo firmato nel lontanissimo 2006, che si basa su erogazioni indipendenti dai risultati della cooperativa e dall’impegno dei dipendenti delle singole articolazioni Coop – sostiene il presidente Lami –. E l’altro è che valga per tutti i lavoratori perché oggi una metà è esclusa dall’integrativo». E precisa: «Da domani con la disdetta non accadrà nulla. Prenderà forza il contratto integrativo esistente, che per alcune parti era stato sospeso con un accordo a maggio 2017. Ma se entro il 30 settembre non si arriverà all’accordo emaneremo un regolamento autonomo, quindi non negoziato».
Sulla contemporaneità tra l’annuncio della disdetta del contratto integrativo e l’erogazione del bonus ai dipendenti: «Abbiamo scelto di togliere qualsiasi dubbio sul fatto che questa cifra potesse influire sulla trattativa per l’integrativo – conclude Lami –. Una cosa è il negoziato e l’altra il riconoscimento a chi si è impegnato per mantenere un servizio essenziale per l’approvvigionamento delle persone. E per sgombrare il campo dalle ambiguità il premio sarà nella prossima busta paga. Dal bonus sono ovviamente esclusi i dirigenti». —
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