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«Il mio tuffo liberatorio per festeggiare la lode»

Sara Landi
«Il mio tuffo liberatorio per festeggiare la lode»

Matteo Biscolli, di Albinia, pronto per andare a Ingegneria È arbitro di pallavolo e fa teatro. «Adesso la patente» 

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ALBINIA

Idee chiare per il futuro, grande preparazione che spazia in tutte le materie, buona capacità argomentativa e un ottimo curriculum scolastico.

Con questi requisiti l’albiniese Matteo Biscolli, 19 anni compiuti il 21 giugno, ha concluso i suoi cinque anni al Polo tecnologico Manetti Porciatti di Grosseto nella classe 5EC (elettronica) con un bel 100 e lode. Quel responso tanto atteso («Io sono sempre molto critico verso me stesso quindi fino all’ultimo sono stato in tensione») è arrivato sullo schermo del cellulare un giorno in cui Matteo si trovava al mare con gli amici. «Non si leggeva molto bene dal telefonino ma ho capito che avevo preso cento e mi sono tuffato per la gioia – dice Matteo – Poi un mio amico mi ha richiamato mentre festeggiavo in acqua e mi ha detto che avevo preso pure la lode. Allora mi sono rituffato».

Un doppio tuffo liberatorio dopo un esame difficile sia per i mesi di didattica a distanza e le nuove regole adottate in corso d’opera a causa del Covid-19 sia per il lutto per la morte, pochi giorni prima, del nonno. «Il colloquio orale è durato un’ora – dice Matteo – ma è stato molto articolato, spaziando dalla discussione dell’elaborato a Vittorio Bachelet ucciso dalle Brigate Rosse fino alla novella Ciaula scopre la luna di Luigi Pirandello. Una parte, quella relativa all’insegnamento con metodologia Clil, è stata discussa in inglese. All’inizio ero agitato ma poi sono andato a razzo».

La commissione ha apprezzato il suo esame ma anche la brillante carriera scolastica di Biscolli che si è presentato all’esame di Stato con il massimo dei crediti nel triennio. Con il 100 e lode in tasca Matteo Biscolli tra pochi mesi inizierà a frequentare la facoltà di Ingegneria elettronica al dipartimento di ingegneria Enzo Ferrari dell’Università di Modena. «Mi sono iscritto all’Iti partendo dall’indirizzo informatico – spiega Matteo – perché quando esci dalla terza media non hai ancora le idee ben chiare sul futuro. Poi sono passato a elettronica perché ho capito che il mio sogno è lavorare in una grande industria italiana dei motori, automobile o moto non fa differenza. Maserati, Ferrari, Ducati: in Italia abbiamo davvero l’eccellenza e sono tutte aziende che hanno sempre grande bisogno di ingegneri e periti elettronici».

Nella vita di Matteo c’è anche altro oltre allo studio, o almeno c’era prima del coronavirus: «Frequento la scuola di teatro Teatricando con l’insegnante Gabriele Fanciulli e sono un arbitro di pallavolo, dall’Under 13 fino alla Prima divisione. Inoltre ho sempre tenuto a darmi da fare per avere un po’ di indipendenza economica dai miei: dopo la maturità ho iniziato la stagione al supermercato come già avevo fatto l’estate scorsa». Per godersi la piena libertà manca solo uno step importante: «A causa del Covid non ho finito l’iter per prendere la patente e spero di riuscirci quanto prima».

L’albiniese da 100 e lode sta organizzando una vacanza da godersi con gli amici («Vorremmo andare in Sardegna a settembre, speriamo di riuscirci») ma ancora va con il pensiero ai cinque anni di scuola al Porciatti di Grosseto: «Ho amato tantissimo questa scuola per la preparazione che mi ha dato e per le tante esperienze vissute oltre alle lezioni in aula, come il progetto Robotica e la peer education. Posso dire che se ho preso 100 e lode lo devo a tutti i miei professori, non solo a quelli della quinta ma anche ai docenti degli anni precedenti e a quelli che sono andati in pensione. Non voglio fare nomi o distinzioni perché sono grato a tutti». —

Sara Landi

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