Il Tirreno

Grosseto

il ritratto dell’ex vigile 

«Chiuso e poco socievole»

f.g.

Oris Orazioli era entrato nella polizia municipale dopo un concorso interno. Era  gelosissimo della moglie e aveva poche amicizie 

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grosseto

Chiuso, poco socievole. «Non giocava a calcetto, non partecipava alle cene. Quando è andato in pensione, lo abbiamo saputo dopo diversi mesi. Non ci ha nemmeno salutati». Lo ricordano così gli uomini del comando della polizia municipale di Grosseto, dove Oris Orazioli aveva lavorato fino alla pensione, un paio di anni fa. La sua presenza al comando, però, negli ultimi anni non era stata continua. Il sessantaquattrenne che si è tolto la vita con un colpo di pistola calibro 7.65, ieri, nella villetta alle porte di Grosseto, aveva beneficiato per anni della legge 104, per prestare assistenza alla madre gravemente ammalata. Per questo motivo, dal nucleo di agenti in motocicletta era stato spostato a quello dei vigili di quartiere, prima di andare in pensione. «Non ci ha nemmeno salutato - dicono alcuni agenti che avevano lavorato negli anni con lui - Lo abbiamo saputo perché lo abbiamo chiesto noi. Poi non è più tornato nemmeno a trovarci».

Nessuno però poteva prevedere quello che è successo domenica sera. «La moglie, da giovane, era una donna bellissima, da far girare la testa a tutti - ricordano - e lui era gelosissimo, era possessivo. Ma anche al lavoro legava poco con noi colleghi: aveva la sua visione delle cose e doveva essere quella per tutti, non potevamo contraddirlo».

Orazioli, da giovane, lavorava alle acciaierie di Piombino quando ancora si chiamavano Italsider. Poi entrò in Comune, come operaio e infine fece il concorso interno per entrare nel corpo dei vigili urbani. La sua carriera all’interno del comando, cominciò allora.

Orazioli aveva pochi rapporti sociali: con i vicini, non si salutava quasi mai, a differenza di Carla, sempre educata e gentile con tutti che però pare fosse costretta ad abbassare lo sguardo se vicino a lei ci fosse il marito. Ansioso, totalmente dipendente dalla moglie, geloso fino all’eccesso. È questo che raccontano le persone che hanno conosciuto la coppia, negli anni passati. Pochi amici, pochi rapporti e un attaccamento alla donna che in alcuni momenti poteva sembrare morboso. Ma che mai avrebbe fatto pensare che potesse consumarsi, in una sera d’inizio estate, una tragedia di queste dimensioni. L’ex vigile, nonostante fosse andato in pensione, aveva mantenuto il porto d’armi e aveva deciso di tenere un’arma in casa. Un’arma che sembra che l’uomo non abbia utilizzato per ferire Carla, ma che gli è servita per mettere la parola fine alla sua vita. L’appartamento non è stato trovato a soqquadro: segno che la tragedia che si è consumata in pochi minuti non ha messo fine a una lite furibonda tra i due. Era tutto in ordine, tranne che nelle due stanze dove sono stati trovati marito e moglie dai soccorritori, in una casa senza alcuna foto della coppia. — f.g.

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