Sicurezza
«Chiederemo di partecipare alla conferenza dei servizi»
«È folle pensare di utilizzare un’area con tali caratteristiche per farne una discarica di scarti della lavorazione del biossido di titanio»
GROSSETO
La notizia che la piana di Grosseto può essere a rischio inquinamento se i gessi rossi saranno stoccati a Pietratonda ha fatto saltare sulla sedia l’assessora all’ambiente del Comune di Grosseto, Simona Petrucci. Il capoluogo non ha competenze sull’area oggetto dell’intervento, né sarebbe direttamente interessato all’impatto dei lavori come Civitella Paganico, ma, si sa, l’acqua, che scorre in superficie o nelle falde sotterranee, non conosce i confini amministrativi.
«Allo stato attuale e se questi sono i rischi descritti da Arpat e Genio civile non posso che esprimere la mia contrarietà a un progetto del genere, sia come assessore che come professionista», dice Petrucci, che conosce bene la materia essendo lei stessa geologa di lunga esperienza proprio nel campo dei recuperi ambientali; e di quell’articolo 208 del Testo unico dell’ambiente, “Autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero rifiuti”. «Voglio vedere le carte, leggere gli atti e come Comune chiederemo di partecipare alla prossima conferenza dei servizi. Le cave ad alta permeabilità come quelle di sabbia – spiega – non sono idonee ad accogliere materiale come i gessi rossi. Qui oltretutto c’è anche una falda di calcare cavernoso. Folle pensare di utilizzare un’area con queste caratteristiche per una discarica di scarti della lavorazione del biossido di titanio. Mi riservo di studiare meglio le carte, ma se le premesse sono quelle evidenziate dalle osservazioni alla conferenza dei servizi, il Comune di Grosseto non starà a guardare. Inquinamento della falda significa contaminazione del terreno e di tutto il sistema delle matrici ambientali». Per quanto riguarda gli enti proposti a regimazione delle acque e gestione del servizio idrico, Acquedotto del Fiora ha ribadito quanto inviato alla seduta del 21 gennaio, ovvero «che nessuna rete o impianto inerente il servizio idrico integrato in gestione a questo gestore ha interferenza con l’area relativa all’intervento». Il Consorzio di bonifica 6 Toscana sud, limitatamente alle «proprie competenze per la manutenzione sui corsi d’acqua del reticolo di gestione», ha espresso contributo istruttorio favorevole, pur ribadendo che è subordinato al rilascio del parere idraulico del Genio. — l.s.
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