Attenzione
Marchi perde altri due “pezzi” La maggioranza è a rischio
Dopo Tollapi, anche Quitadamo e Aniceti tolgono l’appoggio al sindaco «Sistematicamente ignorati, valuteremo il voto in consiglio di volta in volta»
Francesca Ferri /SCANSANO
Il terremoto in maggioranza a Scansano rimbomba con due scosse di assestamento. Dopo le dimissioni annunciate tre giorni fa dalla consigliera ed ex assessora alla cultura Elisabetta Tollapi (formalmente non presentate ma irremovibili), la maggioranza che sostiene il sindaco Francesco Marchi perde altri due pezzi: Pasquale Quitadamo e Andrea Aniceti, anche loro espressione del centrosinistra.
Identiche le motivazioni rispetto a Tollapi. Anche Quitadamo e Aniceti denunciano di essere «sistematicamente ignorati oramai da molti mesi su ogni iniziativa o scelta dell’amministrazione». Pur esprimendo rammarico per le dimissioni di Tollapi, «ne comprendiamo e condividiamo le motivazioni» dicono.
Per loro, però, niente dimissioni: proseguiranno il mandato fino a fine consiliatura.
Tuttavia escono di fatto dalla maggioranza e si prendono la libertà di valutare, volta per volta, se approvare o meno gli atti del consiglio comunale. Una libertà che, per Marchi, è un’incognita pericolosa: per l’amministrazione significa rischiare concretamente di “andare sotto” ad ogni voto. «Rispetto alle delibere del consiglio, ci esprimeremo di volta in volta secondo coscienza e rispettando gli impegni presi con gli elettori», annunciavano ieri mattina. E un esempio lo si è visto già in giornata.
Il consiglio comunale era chiamato a votare il bilancio previsionale. Quitadamo e Aniceti hanno dato voto favorevole «per permettere l’uscita dall’esercizio provvisorio che dura da inizio anno – dicono – a causa del ritardo di presentazione in consiglio di questo importante atto amministrativo». L’approvazione è di norma fissata al 31 dicembre precedente. Ma non è detto che d’ora in poi saranno ugualmente collaborativi.
Sganciandosi dalla maggioranza, Tollapi, Quitadamo e Aniceti infoltiscono le file dell’opposizione, finora composta da quattro consiglieri: Aldo Chelli, Emiliano Ferrini e Vinicio Petrucci della lista “Noi per Scansano – Tenucci sindaco” (centrodestra), e Giuliano Brizzi della lista “Prima Scansano”. L’opposizione dunque passa, anzi, può passare – in caso di voto contrario di Quitadamo e Aniceti – a sette.
In maggioranza, finora composta da otto consiglieri, restano in cinque: Gianni Iozzelli, Francesco Bartolini, Enrico Luigi Riva, Agnese Raffo e Lorenzo Ferri, che con il sindaco arrivano a sei. Sette contro sei.
Quitadamo e Aniceti diventano dunque ago della bilancia della tenuta dell’amministrazione di Scansano. Che ha ancora un anno di governo davanti a sé.
«Non è una questione politica – spiega Quitadamo al Tirreno –. È una questione di metodo e di consultazione, che è mancata. La cosa va avanti da molti mesi. Già a febbraio avevo dato voto contrario al piano operativo, non tanto per i contenuti ma perché non è possibile che, pur essendo in maggioranza, veniamo a conoscenza dei dettagli solo a ridosso consiglio comunale; come esponente della maggioranza mi aspettavo di condividere i contenuti in modo diverso».
Quitadamo nega anche che questo triplo scollamento dalla maggioranza sia un passo fatto all’unisono con Tollapi. «Tuttavia diamo appoggio personale, umano e sul profilo dei contenuti a Elisabetta», dice. Tra questi contenuti c’è anche un duro j’accuse di Tollapi al Pd. Proprio quel partito dal quale anche Quitadamo, che pure ne era segretario a Scansano fino a un anno fa, ha preso le distanze. Su questo Quitadamo non commenta.
Resta un dato significativo: Tollapi, Quitamo e Aniceti nel 2016 hanno portato a Marchi 254 preferenze (Tollapi 118, Quitadamo 77, Aniceti 59) dei 994 voti totali. Non decisivi per la vittoria di Marchi su Francesco Tenucci; la differenza di voti fu 264. Ma, certo, un numero che nei prossimi dodici mesi farà riflettere. —
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