Il Tirreno

Grosseto

«Non odierò mai i miei simili, ma chi ha autorità e non la esercita»

Dott. Mauro Bertaccini
«Non odierò mai i miei simili, ma chi ha autorità e non la esercita»

La lettera di un cittadino che vive accanto allo stabile abbandonato in via Fucini 

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lo sfogo

Sono uno dei tanti condomini che hanno la propria abitazione confinante con lo stabile in costruzione, diciamo così, ormai da anni abbandonato, che si trova in via Fucini proprio di fronte a quell’immobile fatiscente ormai un rudere, l’ex Garibaldi, occupato da persone senza fissa dimora. Potete quindi già immaginarvi cosa scriverò nelle prossime righe di questa lettera che certamente sarà l’ennesima protesta che avete ricevuto su questo argomento.

Protesta, si legge nel dizionario di italiano, significa “espressione aperta e ferma di un sentimento”. D’altro canto però, il sentimento non è altro che l’elaborazione di una emozione che è - anche questa così descritta in qualsiasi vocabolario della nostra lingua - un sentito intenso e di breve durata. I sentimenti però, non possono essere sempre positivi. E allora domando: come trasformiamo un istinto appunto una emozione in un atteggiamento consapevole e razionale? Lo facciamo attraverso un processo di riflessione ma anche utilizzando modelli educativi.

Perché ho cercato di porre l’attenzione su questi due stati d’animo, come l’emozione e il sentimento?

Perché quando assistiamo quasi tutti i giorni a scene di spaccio di droga, aggressioni verbali liti che si trasformano in colluttazioni anche violente, mi domando come reagisca una persona di fronte a situazioni di questo tipo.

Con l’emozione più forte, la rabbia, che viene alimentata dall’impotenza di poter fare qualcosa per porre fine a questo degrado. Ma la rabbia ha una conseguenza altrettanto forte: l’odio. E tutto questo porta ad una condizione mentale il cui cuore è l’ignoranza che è la pretesa di possedere la verità anche se in realtà stiamo soltanto trasformando la verità in un pregiudizio. È quello che percepisco nei miei vicini ogni volta che tocchiamo questo argomento.

Sicuramente posso capirli ma non li condivido. L’indifferenza, il vuoto di potere non cambieranno la mia umanità, un valore che mi sono costruito attraverso processi interiori che non potranno mai trasformarsi in odio nei confronti di un mio simile. È più facile che odi l’autorità che non viene esercitata, ovviamente non le persone che la rappresentano.

Ci sentiamo spesso chiamare cittadini, cioè coloro che sono abitanti di uno stato di cui possiedono la cittadinanza che comporta doveri e diritti. Nella zona dove abito però, sembra che il rapporto sia molto squilibrato a sfavore dei diritti.

Scusate se per l’ennesima volte siete chiamati a compiere il vostro dovere ma se ci togliete anche questo diritto di protestare, fate sì che non ci sia più alcuna differenza fra uno stato che si ritiene democratico e stati dove i diritti sono ai minimi storici.

Sicuramente non succederà niente, la storia ne è testimone e allora la mia protesta sarà derubricata ad un semplice sfogo, ormai noi cittadini ci siamo abituati.

Distinti saluti

Dott. Mauro Bertaccini



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