Italia
Analisi del sangue, l’Asl cerca privati per smaltirle Sindacati e Fdi contrari
grosseto
L’Asl Toscana sud est cerca un centro prelievi privato su cui dirottare parte della mastodontica mole di richieste di analisi del sangue che si sono accumulate nei mesi dell’emergenza Covid – quando i centri prelievi di ospedale e distretti erano chiusi – e che continuano a ingolfare le liste di attesa. I ritmi con cui si fanno i prelievi sono infatti molto più diluiti rispetto a prima. Un po’ perché possono entrare meno persone contemporaneamente, un po’ perché la sanificazione delle postazioni richiede tempo.
Per questo l’Asl ha pubblicato un avviso per manifestazione di interesse indirizzato ai laboratori privati accreditati in provincia di Grosseto.
I possibili interessati hanno tempo fino a sabato per farsi avanti. La richiesta dell’Asl è di processare almeno 200 prelievi al giorno, dal lunedì al sabato, 7,30-17,30, senza periodi di ferie (ammessa la chiusura solo nelle feste comandate) per un anno. La trasmissione dei referti avverrebbe attraverso le piattaforme con cui opera l’Asl.
Ebbene, se l’intento dichiarato dall’Asl è di smaltire i prelievi, sono in molti a temere che dietro a questa operazione si celi la volontà di privatizzare prestazioni sanitarie che spetterebbero al servizio regionale e nazionale.
Nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme il consigliere della Lega Paolo Serra.
Oggi interviene anche il coordinatore di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi, assessore a Comune di Grosseto. «Come mai – chiede Rossi – tutta questa urgenza a Covid azzerato? Quali sono le esigenze “improrogabili” che giustificano “il trasferimento delle attività del centro prelievi all’Ospedale Misericordia”, si legge nella delibera, a favore di altri soggetti privati solo a Grosseto? Davvero incomprensibile questa scelta», dice Rossi. Che ricorda come tra pochi mesi entrerà in funzione una strumentazione di ultima generazione, il Corelab, «il cui costo – dice – si aggira intorno ai 5 milioni euro, a spese del contribuente, proprio per eseguire al Misericordia quelle prestazioni di medicina di laboratorio che adesso si vuole cedere anche a soggetti privati». Tanto più, dice Rossi, che ad Arezzo, l’altro ospedale per il trattamento del Covid-19 nell’intera Asl sud est, va in senso opposto.
Anche Cgil, Cisl e Uil sono contrarie. Con una nota inviata lunedì al direttore generale dell’Asl Antonio D’Urso, Claudio Renzetti (Cgil), Fabrizio Milani (Cisl) e Federico Capponi (Uil), è che vada subito sospeso il bando.
D’altro canto è tutto da vedere se i laboratori privati abbiano davvero l’interesse o la capacità, anche logistica, di svolgere le funzioni richieste. Dove far attendere così tanti pazienti in più al giorno, per altro con le esigenze di distanziamento? Quanto personale in più si dovrebbe assumere, per un periodo, ad oggi, limitato a un anno? A quanto ammonterebbero le spese per dotarsi delle piattaforme dell’Asl per trasmettere i dati? Insomma, i dubbi ci sono, da più punti di vista. —
f.f.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google