Il Tirreno

Grosseto

i comitati 

«In Toscana ci sono dei siti più sicuri per lo smaltimento»

L.S.

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GROSSETO

«Una piccola ma importante vittoria» l’esito della conferenza dei servizi sul progetto Accornero, secondo la formazione politica Potere al popolo di Grosseto.

Ieri una delegazione era fuori dagli uffici del settore “Autorizzazione rifiuti” della Regione, a dare il proprio sostegno ai comitati ambientalisti che, invece, stavano partecipando alla parte pubblica dell’incontro. Il comitato Val di Farma, che aveva chiesto il rinvio della conferenza per avere il tempo di fare un’accurata analisi dei documenti, e il Forum ambientalista guidato da Roberto Barocci. Entrambi hanno chiesto e ottenuto di essere presenti all’incontro, dove hanno espresso i propri dubbi, portato deduzioni e osservazioni, depositato documenti.

I temi sono quelli della presenza di falde acquifere, la pericolosità dei gessi rossi, il loro impatto sull’ambiente e sulla salute dell’uomo, l’assenza delle valutazioni ambientali nella documentazione prodotta, ma anche i dettagli del progetto, le osservazioni sugli aspetti più strettamente amministrativi e autorizzativi. Ad esempio, il fatto che nel percorso burocratico la richiesta di Accornero sia passata dall’ambito urbanistico all’articolo 208 del Testo unico dell’ambiente, “Autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero rifiuti”.

«Ho anticipato che abbiamo un documento scritto in tempi non sospetti – aggiunge Barocci – in cui si parla di venute d’acqua nell’area delle cave a Pietratonda e che, su questo aspetto, produrremo testimonianze di chi ci ha lavorato. Come Forum ambientalista, ritengo che in Toscana ci siano siti più sicuri per smaltire questi materiali, rispetto a quelli individuai fin qui. Il problema va affrontato con una visione politica che abbia come orizzonte l’intera regione, ma la battaglia per difendere il territorio ha bisogno che la popolazione si mobiliti e ci aiuti a ricostruire la verità. Intanto attendiamo la pubblicazione del verbale e delle osservazioni, come abbiamo chiesto agli uffici».

Dello stesso avviso il comitato Val di Farma, rappresentato da Elisabetta Menchetti, soddisfatto ma che invita a non mollare perché ancora troppe cose non sono chiare.

«Intanto – dice – sarebbe opportuna una valutazione dell’effetto dello spolvero dei fanghi rossi sui lavoratori, data la presenza di uranio in fase di movimentazione del materiale, evidenziata già in uno studio del 2012. Ma anche di molte sostanze in quantità fuori norma come vanadio, cromo, manganese, cloruri, solfati, trovate già dieci anni fa nelle falde acquifere a Scarlino. Chiediamo approfondimenti su questi aspetti e su quale sia l’impatto sulla salute delle persone che lavorano allo movimentazione e allo stoccaggio. Ci aspettavano che oggi ci fosse la Asl, che invece non è intervenuta alla conferenza, pur essendo tra gli enti competenti».

Infine un appello del comitato al sindaco di Campagnatico in quanto autorità sanitaria, che vigili e chieda approfondimenti anche su questi aspetti.

Da Tioxide-Venator e Accornero ad oggi nessun commento. — L.S.

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