La protesta
Tirrenica, Termine vuole il commissario Rossi invece affonda «Solo proclami»
Si accende il dibattito dopo l’apertura da parte della ministra Il Pd propone una legge-obiettivo, Fdi non crede alla svolta
grosseto
La ministra delle infrastrutture Paola De Micheli ha rilanciato la Tirrenica e l’apertura che giunge da Roma riaccende i riflettori sul futuribile Corridoio e sul dibattito intorno ad esso. C’è chi accoglie con favore la nuova spinta – come il segretario provinciale del Pd Giacomo Termine – e chi non rimane stupito per “il tempismo” con cui il progetto è tornato in auge, come la deputata di Forza Italia Elisabetta Ripani.
«Siamo alle porte coi sassi per le elezioni regionali e ai piani alti si accorgono che anche la Maremma ha bisogno di infrastrutture moderne e sicure – nota la deputata azzurra Ripani – La campagna elettorale è entrata nel vivo e da Roma lanciano l’assist per il voto di settembre ai compagni di partito toscani. Annuncio a orologeria, oppure sarà la volta buona? Noi che facciamo il tifo per la Maremma ci speriamo – aggiunge Ripani – ma questo Governo ha fatto dell’annuncio inconcludente il suo credo politico: l’emergenza Covid purtroppo insegna. La prudenza pertanto è d’obbligo, soprattutto su una vicenda che si trascina da oltre mezzo secolo, fatta di fughe in avanti e improvvise retromarce». A Ripani non basta che la ministra dice che “la Tirrenica si farà”: la deputata di Forza Italia sollecita «percorsi, risorse e tempi certi», anche perché «il passaggio di concessione da Sat a Anas – dice – è rimasto per ora un impegno solo sulla carta»; «Il governo – conclude– non perda altro tempo e proceda con l’adeguamento e messa in sicurezza dell’Aurelia».
Più dubbioso il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi: «Questo è l’ennesimo proclama del ministro di turno, questa volta della piddina De Micheli, su questa importante infrastruttura in vista delle elezioni regionali». «Assistiamo oggi all’ennesimo proclama che sa tanto di salsa elettorale – sottolinea Rossi – Non ci fidavamo ieri e non ci fidiamo oggi. I cittadini maremmani – aggiunge Rossi – sono stanchi di promesse non mantenute. Basta “passerelle” romane e “selfie” elettorali. Ci sono i morti: da Grosseto fino a Ansedonia è un susseguirsi d’incroci a raso, tratti a due corsie di marcia, una strada degna del Terzo Mondo, quasi una specie di roulette russa». «La Maremma e i suoi cittadini, – conclude Rossi – meritano rispetto e soprattutto risposte concrete e non le solite promesse elettorali».
«Le parole di questi anni, purtroppo, non hanno lastricato quel tratto di strada che corre lungo la costa tirrenica riconosce Termine – Oggi abbiamo un governo che sembra essersi posto il problema con un approccio integrato: nuove strade e nuovi treni». «L’uscita dal lockdown apre – aggiunge Termine – a una nuova stagione sulle infrastrutture. La scommessa per la ripartenza ha però una discriminante: il tempo. Del Corridoio Tirrenico si parla da 30 anni, della Senese da oltre 20, delle Ferrovie da sempre. Non ci possiamo permettere come Paese e come provincia di Grosseto di perdere la nuova opportunità offerta da questa fase. Il Pd di Grosseto chiede velocità, scelte chiare e decise, realizzazioni tempestive e di alta qualità. Rivendichiamo l’urgenza perché l’alternativa è quella di generare anche localmente una colossale depressione economica. Per fare è indispensabile liberarci da procedure farraginose e, inutilmente complesse. Per la Tirrenica serve una legge-obiettivo, un commissario che la governi e che faccia iniziare i lavori presto». –
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