La manifestazione
Morìa di pesci nel Sovata Indagano i carabinieri
Il nucleo forestale ieri ha fatto un sopralluogo sul fiume Gli sfalci tagliati nei giorni scorsi dagli argini finiti in acqua
gavorrano
Centinaia e centinaia di pesci trovati morti due giorni fa nel fiume Sovata. È la scoperta che hanno fatto alcuni abitanti della zona del Lupo, tra Vetulonia e Giuncarico, nel comune di Gavorrano in quel corso d’acqua popolato perlopiù da carpe e lucci. A preoccupare maggiormente gli ambientalisti, è proprio la morte dei lucci, pesci che purtroppo sono in via di regresso anche nei nostri corsi d’acqua. È un pesce importantissimo per l’equilibrio naturale: si tratta infatti di un predatore che nella sua dieta preferisce selezionare prede morte o deboli o malate, inibendo anche l’eccessiva prolificità di altri pesci, ciprinidi soprattutto, i quali, sviluppandosi in numero eccessivo, potrebbero modificare l’equilibrio di alcuni ambienti. Le carpe invece sono pesci più comuni che ad oggi non corrono alcun rischio.
L’allarme è stato lanciato due giorni fa da alcuni cittadini che hanno trovato tutti i pesci morti nelle acque del Sovata. Acque limpidissime e molto pulite, nelle quali nuotano da sempre i pesci che due giorni fa sono venuti a galla, morti.
I carabinieri forestali sono stati avvertiti dalla Federazione italiana pesca sportiva che aveva ricevuto a sua volta la segnalazione da parte dei cittadini che hanno scoperto quanto fosse successo.
La prima ipotesi formulata era che nel Sovata qualche podere avesse scaricato qualcosa, dato che l’acqua era scura. In realtà era solo un po’ stagnante nel punto in cui si erano concentrati alcuni esemplari di pesci morti.
Appurato che nessuno aveva fatto scarichi abusivi nelle acque limpide del Sovata, l’attenzione di chi ha segnalato quanto successo si è concentrata sugli sfalci che sono stati tagliati nei giorni precedenti lungo l’argine del fiume. Sfalci che poi sarebbero finiti nel corso d’acqua, provocando l’anossia che avrebbe poi ucciso i pesci.
I carabinieri forestali hanno raccolto alcuni campioni che ora saranno analizzati per scoprire le cause che hanno portato al decesso i pesci che popolano il fiume.
Spetterà al Comune, ora, ripulire il corso dell’acqua dalle carcasse che sono salite a galla. La loro presenza infatti, potrebbe creare problemi di tipo sanitario: se davvero la responsabilità della morìa è degli sfalci finiti nell’acqua e trasformati poi in materiale organico che provoca il soffocamento dei pesci. —
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