Sicurezza
«Forza Alex, ti stiamo aspettando»: il borgo tifa per il suo concittadino
Zanardi ha scelto il paese sulla costa come buen retiro: nel 2012 ha ricevuto le chiavi della città Il sindaco è senza parole, l’amica Cristina: «Conoscerlo e volergli bene esperienza indimenticabile»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Sgomento, sconcerto, incredulità. L’incidente sulla sua hand bike di venerdì pomeriggio occorso ad Alex Zanardi a Pienza mentre stava partecipando a una gara, ha suscitato un turbinio di emozioni a Castiglione della Pescaia che ormai da una decina d’anni ha adottato l’ex corridore bolognese di Formula 1, ora campione paralimpico, e cittadino onorario dal 2012. Praticamente tutti possono vantare un contatto con Alex: tra chi lavora nelle sue proprietà dove ha investito e dagli stessi appassionati di ciclismo, che con Zanardi hanno condiviso anche solo un allenamento. Fra i più colpiti il sindaco Giancarlo Farnetani, rimasto in contatto con il ct dell’Italia paraolimpica Mario Valentini che lo ha aggiornato costantemente sulle condizioni dello sfortunato campione, che non ha trovato parole da dire. «Scusate non ho nulla da dire, con Alex il rapporto è speciale e non voglio aggiungere altro», ha risposto più volte il sindaco ai tanti giornalisti che lo hanno contatto telefonicamente nelle ultime ore.
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Alex negli anni ha scelto Castiglione, che frequentava da bambino con la famiglia, come il suo buen retiro e ha allacciato relazioni strette con tanti, come Davide Boschi, suo fido collaboratore. Un’altra persona che però ha conosciuto è stata l’architetta Cristiana Boschi, e con lei ha stretto un’amicizia davvero particolare: la donna ha seguito la costruzione della casa sul lungo mare di via Roma, ma con lei Alex ha anche condiviso la passione per le due ruote, e con il Gs castiglionese di cui fa parte la stessa Boschi. «Ci siamo conosciuti nel 2011, quando con la moglie Daniela avevano appena acquistato un’abitazione sul lungomare di Castiglione – racconta la Boschi – e volevano ristrutturarla. Ricordo ancora con grande emozione il momento in cui sono entrati per la prima volta nel mio studio, i loro volti sorridenti, gli occhi pieni di gioia e una evidente magnetica complicità di coppia. Entrare in empatia con entrambi è stato un attimo». Cristiana, che proprio in quel periodo stava attraversando un periodo difficile per la scomparsa del marito Roberto Asti, è diventata anche un’amica della famiglia: «Il carattere allegro, ironico, educato, gentile, rispettoso e la sua energia – racconta – sono stati una boccata di aria fresca e l’inizio di una bellissima e profonda amicizia. Quello che poteva essere semplicemente un lavoro si è trasformato in un’esperienza indimenticabile, un’occasione ed una sfida in un momento molto difficile della mia vita. Le cene con i ragazzi paraolimpici, con l’allenatore Mauro Valentini, quasi uno showman capace di catalizzare l’attenzione con le sue divertenti barzellette, scandivano gli stati di avanzamento dei lavori, ed era emozionante e coinvolgente ascoltare i racconti di Alex, dal suo incidente del 2001, alla riabilitazione, alla rinascita, al suo amore per lo sport, per le sfide, per la sua famiglia, per Daniela e il figlio Niccolò. Sto aspettando con ansia, come tutta l’Italia, il prossimo bollettino medico, nella speranza di una notizia positiva, perché Alex è veramente un eroe dei nostri giorni, un esempio di onestà e determinazione. Non vedo l’ora di poterlo riabbracciare, di rivedere il suo sorriso e quello sguardo carismatico che fa sognare».
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Ma anche il mondo del web si è scatenato, specialmente su Facebook le foto di Alex sono apparse a frotte, e quasi tutte insieme a castiglionesi che hanno trovato sempre la piena disponibilità per farsi un selfie con il sorriso stampato in viso. Lo chef Emilio Signori della locanda La Luna, che Alex ha scelto come suo ristorante preferito dopo aver scalato la salita di Tirli, ha invece scritto sempre su Facebook: «Quando pensi di avere dato tutto tieni duro ancora cinque secondi. Metti sempre in atto nella vita questa regola e vedrai superi ogni cosa, stringi i denti tieni duro, quante volte me lo hai detto amico mio mi viene da piangere, tieni duro te adesso più che mai, ti prego», il suo accorato appello per una persona con la quale parlare di rapporto d’affetto è forse riduttivo.
Parole d’amore anche da Danilo Saletti, uno dei volti storici del ciclismo castiglionese: «Non so che dire, la notizia ci ha travolto. Alex è uno di noi, una di quelle persone che non ci ha mai fatto pesare il suo essere, ma anzi si è sempre comportato con spontaneità, scherzoso, piacevole da ascoltare con i suoi mille aneddoti. E poi è un ragazzo, una persona educata che non può non colpirti subito. Siamo davvero in ansia per lui e la sua famiglia». Più che toccante il lungo ritratto che ha scritto Andrea Cordovani, il follonichese direttore di Autosprint che gli ha affibbiato un nuovo soprannome: «Alex Z ancora una volta nella zona del crepuscolo. Ospite sofferente di quella terra di nessuno in cui in realtà – ha scritto Cordovani – c’è poco da lottare, anzi, forse neppure sai d’esserci e sei solo spettatore terzo, corpo astrale e passeggero, una volta di più, della sorte. Deciderà Lei. Altro che forza Zanardi». Alex non sei solo, tutto il Mondo e Castiglione è accanto a te.
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