Sicurezza
Sostegni alle imprese «Gocce nell’oceano»
Solo il 7% delle Pmi ha goduto del finanziamento garantito Il segretario Ciani tira le somme dopo i tre mesi di lockdown
GROSSETO
La mancanza di liquidità dovuta a tre mesi di chiusura forzata rappresenta la spada di Damocle per la maggioranza delle piccole e piccolissime imprese artigiane: tale considerazione discende dal bilancio delineato dal segretario di Confartigianato Imprese Grosseto Mauro Ciani.
«Tra marzo e aprile oltre il 60% delle imprese locali ha subito un importante calo del fatturato e molte non sanno se, e come, potranno continuare l’attività –nota Ciani – Abbiamo assistito a tante promesse, dichiarazioni e provvedimenti deludenti da parte del governo e oggi dobbiamo dire che l’unico intervento che corre nella direzione giusta per tentare di salvare l’economia è l’erogazione del contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del Decreto Rilancio».
Secondo Confartigianato Grosseto si tratta di «un aiuto non risolutivo rispetto a quanto sarebbe necessario», ma se i tempi di erogazione saranno rispettati, «garantirà quella boccata di ossigeno necessaria per gli imprenditori, pur del tutto insufficiente a ristorare i mancati introiti». «Tutti gli altri provvedimenti – aggiunge Ciani – compreso il Decreto Liquidità, che prevede finanziamenti assistiti al 100% dalla garanzia dello Stato, dovranno essere comunque rimborsati dalle imprese agli istituti bancari con piani di ammortamento pluriennali».
In provincia di Grosseto – sottolinea Ciani – a fronte di oltre 30mila imprese il 7% circa ha potuto accedere al finanziamento fino a 25mila euro: sono state processate 2. 371 domande, 200 delle quali presentate Confartigianato Grosseto, per un totale di oltre 46 milioni di euro. «Ci domandiamo a questo punto – si chiede Ciani – se l’esiguità del numero delle domande presentate in rapporto al totale delle imprese presenti nel nostro territorio sia dovuta a una scelta imprenditoriale di non voler ulteriormente indebitare la propria azienda con il rischio di non poter contare su una ripartenza certa o se invece le cause debbano essere ricercate in contesti esterni alle normali dinamiche aziendali».
«È evidente che il contributo a fondo perduto è solo una piccola iniezione di liquidità – spiega Ciani – Una attività di ristorazione che a aprile 2019 aveva fatturato 69.922 euro e nello stesso mese del 2020 ne aveva fatturati 0 con ricavi e compensi per tutto il 2019 di 919mila euro ha avuto un differenziale tra aprile 2019 e aprile 2020 pari a 69.922 euro con un relativo potenziale contributo a fondo perduto di 10.488 euro (pari al 15% della perdita subita come previsto dall’articolo 25 del Decreto rilancio)». «Sono cifre come si nota – valuta Ciani – ben lontane dall’essere sufficienti per risolvere le difficoltà nelle quali si trovano le aziende del territorio e minime rispetto a quanto concesso da altri paesi dell’area Ue, ma comunque fondamentali per le piccole e piccolissime imprese locali.
«Ora – conclude il segretario di Confartigianato – l’auspicio è che l’Agenzia delle Entrate si attivi quanto prima e tempestivamente eroghi quanto dovuto; abbiamo assistito a tante promesse e a tanti slogan ora è il tempo dell’azione concreta, se non si vuol assistere nei prossimi mesi alla morte del nostro sistema economico produttivo e della micro e piccola impresa». —
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